Una tracda sul mare vuoto" (p. 351). I diari e le lettere dimostrano una desolazione non cosi rapida a manifestarsi. Ma i dubbi non possono non insorgere nel suo spirito, via via che nel giugno del 1940 manca qualunque successo militare contro la Francia prostrata; e poi fallisce l'attacco alla Grecia nell' autunno del 1940; e poi in Cirenaica, a Bardia, Tobruk e Derna truppe italiane si arrendono agli inglesi nel gennaio del 1941; e poi la umiliante necessità di ricorrere all'assistenza tedesca e mettersi sotto Rommel per riconquistare la Cirenaica nell'aprile del 1941; e poi la necessità, ancora piu umiliante, del concorso tedesco per farla finita colla Grecia in quello stesso mese. Il 17 maggio 1941, Falco scrive al padre: "L'intera civiltà si è dissoluta e l'umanità è senza forza. Abbiamo bisogno di un ritorno alla forza; finché gli uomini non saranno disposti a morire, non ci sarà rinascita." Fra i suoi compagni "i piu sono disposti a far la guerra per motivi ideali, l'umanità e altre storie; ma per la concreta realtà dell'onore, per la realtà del Paese, no. Dicono che sono problemi superati." Invece per lui si tratta di realtà concrete, "cosa molto importante." È chiaro che è sempre fascista. Ma quelle discussioni producono "un arresto" nel suo pensiero, "un vincolo" alla sua coscienza. È tormentato da una crisi. Deve superarla. Quando l'avrà superata, i suoi ideali intende realizzarli in ogni momento. Solo allora potrà scrivere al padre che "è venuta la sua primavera" (pp. 169-70). Un anno dopo, quando è chiamato alla scuola per allievi ufficiali, la sua primavera non è ancora venuta. E intanto, in Abissinia, il duca di Aosta si- arrende agli inglesi nel luglio 1941. Non capisco - scrive nel diario, il 13 marzo 1942 - che cosa muove i popoli a scannatsi ininterrottamente da anni. Non c'è apparentemente nessun motivo, e soprattutto i calcoli economici non ne offrono alcun pretesto. Sperequazione dei beni, volontà d'impero, necessità di espansione, "alias" spazio vitale, sono sulla bocca di tutti, ma pochi ne sentono la necessità, e meno ne vivono l'esperienza. D'altra parte si parla di ideali, di libertà, umanità, progresso delle classi sociali forse con piu entusiasmo? Intanto le nostre generazioni continuano a pagare col sacrificio dei nostri piu bei giorni il loro ideale materialista del benessere. Ognuno vuole muoversi in funzione di un principio egoistico, e quanto piu egoista tanto piu deve dare ad una causa che astrae quasi dalla sua personalità. Il mio mondo era pensato diversamente [p. 89]. Come se lo era pensato, dunque? Non era forse quello il mondo che gli era stato promesso dalla filosofia gentiliana-fascista, nel quale l'egoismo individuale, essendo pronto al sacrificio, non era materialismo astratto ma idealismo realista, e, dissolvendosi nell'egoismo della nazione, diventava altruismo eroico? Ha dimenticato che la guerra, lotta dei popoli, potenzia sempre? Forse l'ha dimenticato. Certo non lo ripete piu. Nel novembre 1942, ogni resistenza italiana cessa nell'Africa orientale; gli inglesi sfondano il fronte iitalo-tedescoad El Alamein, e da allora procedono senza ostacolo attraverso tutta la Libia fino alla Tunisia; 329 Bibloteca Gino Bianco
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