Fra storia e politica dini che degenera in incoscienza. Per questa chiarificazione della coscienza politica degli italiani sono necessari ancora degli anni. Manca in noi ogni senso sociale e politico, manca quindi ogni propulsione imperialistica. Per la preparazione tecnica, poi, siamo appena agli inizi. La nostra strada è molto piu lunga e molto piu difficile [che quella della Germania], data la nostra povertà di materie prime, e la debolezza di tutta la organizzazione statale." E allora dove stanno il migliore attrezzamento italiano e la volontà di grande potenza? Falco non vede la contraddizione. Nessuno lo ha edu• cato ad applicare alle nozioni politiche le capacità critiche con cui egli osserva e tormenta se stesso. II Mussolini entrò in guerra, nel giugno 1940, senza aspettare gli anni che Falco riteneva necessari perché l'Italia raggiungesse il senso sociale e politico, la propulsione imperialistica, la preparazione tecnica e cosf via. Che cosa pensò Falco di questa iniziativa del duce? Sperò che l'uomo supplisse col suo genio miracoloso alle deficienze del carattere italiano e della preparazione tecnica? In una lettera al padre si duole non che il duce abbia avuto fretta, ma che la "vicenda," cioè lo sfacelo della Francia, si sia svolta senza la partecipazione dell'Italia: "la crisi della mia generazione è sempre stata determinata da una mancanza d'aderenza, dall'impossibilità nostra di ingranarci con la ruota dentata della storia" (1° luglio, p. 166). In fondo ragiona come il duce, che è entrato in guerra perché gli occorre qualche migliaio di morti per sedere al tavolo della pace. Ma Falco non si contenta di mettere il suo pensiero nelle mani dell'Uomo della Provvidenza che ha sempre ragione. Si domanda se "questa ora della storia" non sia "un gran bluff," qualche cosa che non è destinato a rimanere in piedi. Cosa segna nel mondo dei valori spirituali questa guerra? Da questa crisi dell'Euro. pa sortiranno dei valori, o la semplice conquista della potenza? Insomma, sarà una di quelle esperienze profonde per tutti, o solo un trionfo della volontà germanica?" (12 luglio, pp. 166.7.) Che cosa intende per valori spirituali ed esperienze profonde? Quei gerarchi, che un anno prima bastonavano gli studenti a Milano, e quegli studenti che scappavano o assistevano silenziosi alla bastonatura, quali valori spirituali, quali espe• rienze profonde testimoniavano? E la tenacia, con cui il popolo inglese, nell'ora piu terribile della sua storia, tiene duro sotto i colpi del "virile eroismo" tedesco, non rivela valori spirituali, non è una esperienza profonda anche per Falco? Il compagno di scuola afferma che "i 'primi' mesi di guerra scossero 'subito' la sua fede nella guerra rivoluzionaria; i 'primi' grossolani errori, i 'primi' insuccessi, che misero a nudo parte dello scheletro dell'organismo fascista, determinarono il dubbio e la desolazione di aver creduto a 328 Bibloteca Gino Bianco
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