Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Una tracda sul mare nanza della forma ammirevole. Due pagine dedicate a Laurino, il mulo che muore dissanguato per una ferita (pp. 105-6), sono stupende per nitidità di notazioni, profondità di sentimento, efficace semplicità. C'era in lui stoffa per uno scrittore di razza. Se il materiale fosse stato presentato in una unica serie cronologica continua, la immagine ideale del giovane sarebbe riescita piu perspicua, e il lettore non sarebbe costretto, per ricostruirla, ad andare su e giu per il libro, a riallacciare un filo che si spezza ben cinque volte. I Nato nel 1919, formatosi in clima fascista, Falco fu fascista. Ma fascista o non fascista, apparteneva a quelle creature che per temperamento (si direbbe: per una condanna del destino) prendono la vita sul serio, e quindi non possono essere felici. Il primo diario si apre il 3 agosto 1936, con una critica nuda, secca, spietata delle persone, in mezzo a cui il diciassettenne si trova durante una gita alpinistica, e di se stesso. E un mese dopo: "Mi vien da guardare indietro e dentro di me. Dappertutto vuoto assoluto. Non un'esperienza, non un lavoro, non una sofferenza che mi abbia arricchito [...] . Avrei potuto fare tante cose, ma chi sa perché non le ho fatte [...] . In me un terribile senso di vuoto e di incapacità" (3 settembre 1936, p. ). Per vivere non intende "mangiare, bere, passare i giorni." Vuole avere una vita "spirituale": "non quella che si esprime nell'arte e nella filosofia,ma piuttosto quella che si realizza nella condotta morale." "Questa lotta, che la mia coscienza conduce contro qualche cosa di indistinto, per me è continuo dolore" (18 gennaio 1937, p. 16). E pochi giorni prima di essere ucciso, scrivendo a una delle sue amiche, della quale sembra chiaro che si è innamorato: Vorrei sapere quelle cose essenziali che tu hai spremuto nella tua vita che spesso deve essere stata dura. Ecco perché ti ho detto di essere morale, e adesso ti dirò cosa vuol dire essere morale. Fra i tanti modi di vivere uno mi interessa; e tenendo quello, ho cercato io stesso di vivere, ed è quello che fa corrispondere le nostre azioni a necessità, ad una legge superiore che dobbiamo tener presente, anzi aver viva dentro di noi, cioè sentire nel modo che lei induce [ ... ] . Essere morali significa solo fare questo esame piu profondamente possibile, ed una volta fatto, distinto ciò che la nostra coscienza dice bene o male, far tesoro per cercar di vivere in modo semplice piu completo. Male non è far questo o far quello; male è non fare o fare contro coscienza [9 luglio 1943, p. 330]. E se la coscienza ti dicesse di rubare, Falco, ruberesti o ti vergogneresti di non fare, cioè di non rubare? Un suo compagno al Politecnico di Milano dice che sulla fine del 1938 Falco "si dichiarava fascista, ammiratore appassionato del nazismo, unica corrente sociale che permetteva. agli uomini di affermare la loro individualità, antitesi del comunismo spersonalizzato, opposizione al liberali325 Bibloteca Gino Bianco

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