Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Fra storia e politica screz10ne e non rivendicare i diritti del popolo italiano.) Quanto a lavorare nel popolo italiano; tutto sta a sapere come si lavora: anche il cardinale Ascalesi lavorò tra il popolo italiano, ma lavorò per la monarchia. Non comprendo come mai Togliatti abbia potuto attribuirmi l'idea che la repubblica in Italia <lovevaessere fabbricata da Roosevelt e da Hull. La mia teoria è stata sempre che la repubblica doveva essere volùta e fatta dal popolo italiano alla fine della guerra; frattanto i governi alleati non dovevano approfittare della occupazione militare in Italia per preparare sottomano la vittoria alla monarchia. Domandare che la liberazione del popolo italiano dalla monarchia fosse il resultato della volontà italiana non era domandare che i governi alleati scodellassero essi la repubblica. Da quando in qua volere che qualcuno non faccia qualcosa è diventato eguale a volere che colui faccia il contrario? Protestare negativamente contro i vincitori perché lavoravano per la monarchia non era affatto invitarli po- - sitivamente a lavorare per la repubblica. Se questa repubblica italiana ha un merito, che la rende degna di rispetto e di fedeltà, è appunto questo: che fu voluta dal popolo italiano contro ogni manovra straniera diretta a fargli inghiottire la monarchia. Togliatti affida agli storici il compito di decidere se fu giusto o fu sbagliato quello che i comunisti fecero in Italia nel 1944, e sentenzia alla Benedetto Croce che chi decide quella questione nel senso che non conviene né a Togliatti né a Croce, non é storico ma politico. Egli trascura il fatto che discussioni di questo genere non possono essere rinviate agli storici dell'anno tremila. Hanno un valore attuale. Esaminando gli eventi di anni che dopo tutto non appartengono alla preistoria, si possono evitare altri errori come quelli commessi nel 1944. Storia? Politica? Badiamo ai fatti: i fatti del 1944 furono quali li vedo io, politico, o quali li vede Togliatti, storico? Questo è il punto. 11 marzo 1950. Una tracci-asul mare1 La società di Trieste per gli studi del Risorgimento ha pubblicato, raccolte dalla mano pietosa del padre, le reliquie di un giovane, morto in guerra a ventiquattro anni: Falco Marin, La traccia sul mare, Trieste 1950, pp. XI-360: diari, e lettere alla mamma, al padre, alle sorelle e a due amiche. Quel ragazzo aveva capacità di autoanalisi eccezionali, e una padro1 Da "Il Mondo," 10 e 17 marzo 1951, a firma "Gaetano Salvemini." [N.d.C.] 324 BiblotecaGino Bianco

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