Il "re di maggio" nel gennaio 1944 visto che il re rifiutava di abdicare, incitò gli antifascisti dell'Italia meridionale a costituire un "Governo straordinario che assumesse tutti i poteri dello Stato." Nel Comitato di Roma c'erano i comunisti, e votarono anch' essi quella decisione. Questo prova che la situazione del 1941, dopo i fatti del settembre 1943, è superata. Il compromesso De Nicola-Croce-Sforza, concordato nel gennaio, fu tenuto segreto fino a mezzo marzo. I suoi autori non sapevano come farlo inghiottire agli azionisti, ai socialisti e ai comunisti dell'Italia meridionale e dell'Italia occupata. A fine marzo piovve a Napoli Togliatti dal cielo, e fra la meraviglia universale annunziò che tutti i gruppi antifascisti dovevano mandare i loro rappresentanti in un nuovo Ministero Badoglio, nonostante che il re rifiutasse di abdicare. Solo allora, cioè il 3 aprile, si cominciò a sapere che esisteva un "delicato negoziato," e solo il 6 aprile Croce fece noto il contenuto del pateracchio De Nicola. Giustizia vuole si riconosca che nel marzo 1944, quando Togliatti ritornò in Italia, il male era stato fatto fino dal gennaio. Quindi sarebbe ingiusto mettere a suo carico tutta la responsabilità di quel male. Resta sempre il fatto che egli ebbe nel varare il pateracchio la sua parte di responsabilità. Togliatti afferma che il compromesso badogliano-comunista suscitò "un entusiasmo unanime, indescrivibile." Lui era sul posto, e io non ero H, perché, dato il mio modo di pensare, né dall'ovest né dall'est nessuno avrebbe avuto voglia di farmi arrivare a Napoli, e non mi fu possibile andarvi neanche come giornalista. Ma le molte corrispondenze dei giornali americani (da utilizzare con le cautele accennate in principio di questo scritto) e i bollettini dell'Office of War Information furono unanimi nel riferire che nei primi mesi del 1944, quando Togliatti non era ancora arrivato sul posto, né in Napoli né nell'Italia meridionale era visibile il minimo èntusiasmo per la monarchia. Il re si fece vedere per le vie di Napoli in automobile e nessuno se ne curò. A pateracchio reso pubblico, i dissensi nella Giunta di Napoli furono vivissimi; il Comitato di liberazione nazionale di Roma sconfessò la decisione di Napoli; lo stesso fece il Comitato di liberazione dell'Alta Italia. E in quei comitati vi erano dei comunisti! Altro che entusiasmo unanime, indescrivibile! Togliatti afferma che compito degli uomini politici italiani era di lavorare tra il popolo italiano, e non di piatire o tessere intrighi nelle anticamere dei governi stranieri. D'accordo. Per conto mio non tessei e non piatii mai niente, operai sempre alla luce del sole, e non misi mai piede nelle anticamere di nessun governo né straniero né indigeno. Se vuole trovare persone che fecero quelle belle cose, Togliatti le cerchi fra alcuni che furono ministri insieme con lui dalla primavera del 1944 in poi. (Beninteso che non avrei avuto nessuna difficoltà a praticare le anticamere anche dell'inferno, se in coscienza avessi potuto cooperare con una politica utile al popolo italiano nei limiti della giustizia: condannai chi aveva praticato quelle anticamere perché le· aveva praticate per arrendersi a di323 Bibloteca Gino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==