Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Il "re di maggio" nel gennaio 1944 essi moralmente, se non legalmente, rappresentavano, e del quale perciò avevano l'obbligo di interpretare i bisogni e rivendicare i diritti. Nel discutere questa materia prima in America e poi in Italia, mi è stato opposto che: a) non si poteva pretendere l'impossibile; b) il comando alleato avrebbe messo in prigione il conte Sforza e Benedetto Croce, se costoro avessero fatto gli schifiltosi; e) era inutile domandare impegni, dato che chi prometteva, avendo il coltello per il manico, poteva sempre non mantenerli. Questi argomenti non mi hanno mai persuaso: I) Gli antifascisti italiani dovevano domandare che i governi alleati rimanessero davvero neutrali sul problema istituzionale italiano, e non approfittassero della cosiddetta "tregua istituzionale" per favorire sotto mano le' correnti monarchiche, mentre i repubblicani erano costretti dalla tregua a rimanere silenziosi e inerti; per non avvelenare l'Italia con un nuovo irredentismo dovevano domandare che la linea Wilson nel futuro trattato di pace fosse presa come confine fra l'Italia e la Jugoslavia (secondo il piano americano); e dovevano domandare che le armi trovate nei depositi italiani dal comando alleato non fossero regalate agli jugoslavi, ma servissero ad armare un nuovo esercito di volontari italiani; questi non dovevano giurare fedeltà ad altri che alla nazione italiana; e per garanzia degli alleati contro il famoso "machiavellismo" italiano, dovevano essere inquadrati da ufficiali italiani, inglesi e americani, e messi sotto comandi in cui ufficiali superiori alleati avessero la prevalenza sugli ufficiali superiori italiani, perché di questi gli alleati non si fidavano né tecnicamente né politicamente, e avevano ragione. Con questo nessuno avrebbe domandato l'impossibile. 2) Il piu splendido servizio che il conte Sforza e Benedetto Croce avrebbero potuto rendere al popolo italiano, era proprio quello di farsi mettere )n carcere per avere proposto domande ragionevoli ed avere rifiutato di cooperare con chi aveva respinto quelle domande. Avrebbero dimostrato che in Italia c'erano uomini, che sapevano tener duro. Del resto, chi avrebbe osato metterli in prigione, finché fossero rimasti silenziosi ma incrollabili? Frattanto la gente fuori d'Italia avrebbe domandato: "Perché quegli uomini rifiutano di cooperare e rimangono in silenzio? " Sarebbe stato facile far arrivare fuori d'Italia le informazioni necessarie. Né è detto che i Governi alleati avrebbero rifiutato le domande ragionevoli. Dovunque trovarono in Italia italiani che per motivi plausibili si rifiutarono di sottomettersi ai loro voleri, prima o poi cedettero. Ad ogni modo si doveva provare, se non altro per rispetto verso se stessi. Togliatti scrive: "Il Governo di Badoglio ebbe verso i comandanti anglo-americani una posizione di fermezza e dignità di gran lunga migliore di quella_ che ebbero i governi successivi, e mi riferisco tanto alle questioni militari (partecipazione delle forze italiane alla guerra), quanto a quelle economiche e sociali (aumento dei salari), quanto a quelle politiche (norme per la epurazione)." Quando i documenti di quella fermezza e dignità saranno pubblicati, vedremo. 321 Bibloteca Gino Bianco

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