Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Fra storia e politica b) i documenti del Comitato di liberazione nazionale dell'Italia meridionale, che ho potuto esaminare con ogni agio possibile; e) i bollettini periodici, che erano pubblicati in America dall'Office· of War Information, che davano notizie di quanto si pubblicava di interessante non solo nell'Italia meridionale, ma anche nell'Italia occupata dai tedeschi, grazie alle comunicazioni fra la Svizzera e le province italiane vicine alla Svizzera; d) le corrisppndenze dall'Italia meridionale dei giornaltisti americani (per i quali si deve ripetere quello che ho detto dei giornali napoletani); e) interviste e scritti contemporanei e posteriori di uomini come Benedetto Croce, Cordell Hull, ecc. Non ho la pretesa di essere infallibile. Ma posso assicurare Palmiro Togliatti che nell'interpretare quel materiale ho fatto del mio meglio per non ingannare me stesso, prima di correre il rischio di ingannare gli altri. Quanto al Rospigliosi, autore del rapporto, a cui Togliatti nega im-, portanza, ne ho avuto notizie sicure. Servf negli uffici civili delle truppe alleate. Il rapporto da me pubblicato fu scritto in inglese da lui e da chi collaborava con lui, e fu tradotto in italiano da un italo-americano. Quindi l'italiano "piuttosto approssimativo" del documento non appartenne a lui, ma al traduttore (correggo su questo punto quanto scrissi su Belfagor, anno V, p. 91). Ad ogni modo la traduzione è fedelissima all'originale inglese. Che il Rospigliosi abbia riferito su una intervista non avvenuta col principe di Napoli, non è possibile. A parte ogni altra considerazione, l'inganno sarebbe stato facilmente scoperto, e l'autore l'avrebbe vista bella! Eppoi, ogni altra informazione concorda nel farci ritenere che le opinioni del principe di Napoli erano proprio quelle raccolte nell'intervista. Esaurita questa pregiudiziale sulle fonti da me usate, permettimi ancora di definire il mio modo di pensare meglio che non abbia fatto nelle poche linee che hanno dato luogo allo scritto di Togliatti. Oramai nel gennaio 1944, Roosevelt e il suo Segretario di Stato, Cordell Hull, si erano persuasi che in Italia era divenuto necessario sbarazzarsi del re (HuLL, Memoirs, II, pp. 1552-53), e costituire un governo con uomini come il conte Sforza e Benedetto Croce, dato il prestigio che godevano in Italia e all'estero. La spinta decisiva fu data in questo senso dai funzionari americani, che erano stati mandati nell'Italia meridionale a studiarne le condizioni economiche e nel corso delle indagini erano arrivati a quella conclusione politica (Foreign Economie Administration: Report of the Fea Survey Mission to ltaly, Revised edition, March 1, 1944, p. X). Churchill invece rimaneva fermo nel sostenere il re. Proprio mentre Churchill era alle prese con Roosevelt, proprio allora, il conte Sforza e Benedetto Croce accettarono il compromesso escogitato da De Nicola: cioè si adattarono ad inghiottire fino alla entrata delle truppe alleate in Roma Badoglio e il re. Questa politica io la definisco "resa a discrezione," poiché Benedetto Croce e il conte Sforza consentirono al compromesso proposto da De Nicola senza domandare nulla, non per sé, ma per il popolo italiano, che 320 BiblotecaGino Bianco

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