Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Recensione di "Le Due Sirti" di A. fachino disposizione aeroplani, né per esplorazione né per combattimento. E nessuna nave portaerei. · Non possedeva un radar utilizzabile, mentre la flotta inglese ne aveva uno perfezionatissimo. Il principio del radar non era ignoto, anzi pare sia stato dapprima escogitato in Italia, ma nulla era stato fatto per renderlo praticamente utile. Il Consiglio superiore delle ricerche aveva servito solo a far guadagnare gettoni di presenza ai suoi illustri quanto inutili componenti. In combattimento, la flotta inglese si nascondeva dietro a nuvole di nebbia artificiale, ma grazie al radar localizzava le navi italiane e le colpiva; queste non potevano né avventurarsi nel fumo inglese, né reagire ai colpi che uscivano da quel fumo. Erano ciechi i quali dovevano battersi a duello con veggenti. In queste condizioni i meglio escogitati piani strategici non sarebbero stati che vie aperte verso disastri. Per giunta i piani strategici dei tedeschi, per i quali il Mediterraneo era un teatro di guerra secondario, non coincidevano con quelli degli italiani, per i quali la guerra si vinceva o si perdeva proprio nel Mediterraneo. L'attacco a Malta, iniziato secondo il piano italiano, fu abbandonato sul piu bello, perché prevalse via facendo sul piano italiano il piano tedesco. Per colmo di follia, l'ammiraglio che comandava sul posto la battaglia non aveva avuto nulla da dire sull'impostazione strategica, la quale era cucinata a Roma dalla cosi detta Supermarina, cioè da Mussolini e dai suoi tirapiedi. Per giunta, doveva riferire a Supermarina ogni sua iniziativa, anche durante la battaglia; e i padreterni della Supermarina lo dirigevano passo a passo da Roma, come se l'ammiraglio fosse non il capo responsabile dell'azione immediata, ma una semplice cinghia di trasmissione per i superammiragli romani. Quando le forze aeree cominciarono - grazie al concorso tedesco - a non essere piu inesistenti, il comandante in mare non poteva disporne, perché dipendevano da Roma. Idem per i sommergibili. \ Leggiamo a p. 245 e seguenti di Gaudo e Matapan: Ogni disposizione circa le ore di partenza, le rotte di uscita e di avv1cmamento, l'intervento di altri reparti navali, le manovre di riunione, ecc., era di competenza di Supermarina e sarebbe dovuta pervenire da Roma. L'eventuale concorso dei sommergibili sarebbe stato concordato da Supermarina col Comando generale dei sommergibili, che· risiedeva anch'esso a Roma. La collaborazione dell'arma aerea avrebbe dovuto formare oggetto di preventivi accordi fra Supermarina e Superaereo, con eventuale intervento del capo di Stato maggiore generale nei casi controversi. Per mettere d'accordo tutte queste autorità, ci sarebbe voluto molto tempo e, una volta messa in moto questa lenta e complicata macchina, non sarebbe stato piu possibile a chi si trovava in mare di intervenire direttamente per modificare rapidamente qualcuno degli elementi preordinati. Invece il comando inglese nel Mediterraneo aveva piena libertà di iniziativa e piena responsabilità. Tutte le forze aeree del Mediterraneo dipendevano direttamente dall'ammiraglio Cunningham, il quale ne disponeva a suo criterio, e le spostava, le predisponeva nelle varie basi, le utilizzava volta per volta nel modo migliore e piu conveniente per i 311 BiblotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==