Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Ammiragli "traditori" del 1948 non solo fece un baccano diabolico intorno a quelle parole, ma accusò il Maugeri di avere prestato servizio a scopo di lucro alle Potenze con cui l'Italia era in guerra. Il Maugeri dette querela per diffamazione al settimanale nazi-fascista per queste ultime parole, e quanto alla faccenda degli ammiragli italiani e delle persone nel Ministero della marina devotissime all'ammiragliato britannico, spiegò che il compilatore americano del libro le aveva inserite di testa sua, mentre rielaborava i diari ed altri documenti fornitigli dal Maugeri stesso: questi aveva cancellato le parole nel testo, ma il compilatore nella fretta aveva omesso di seguire quelle istruzioni ( Corri.ere della Sera, 30 novembre 1948). Accettare questa spiegazione ad occhi chiusi non oserei. Se non altro bisognerebbe domandare al compilatore del libro, Victor Rosen, un giornalista americano, a quali autorità attinse quella sua informazione. Ma senza aver fatto nessun controllo di questo genere, è lecito ad uno scrittore galantuomo riferire anche la spiegazione che ne ha dato il Maugeri, magari negando di crederla? E perché T. non riferisce che il 4 maggio 1949, il direttore dell'Asso di Bastoni fu condannato per diffamazione a dieci mesi, e il 9 dicembre 1949 una Corte di appello confermò la condanna? A questo punto il T. potrà rammentarci come querelante che la Corte di appello che confermò la condanna motivò la sentenza con le parole seguenti: "Secondo noi l'ammiraglio ebbe intelligenza con le Potenze contro le quali l'Italia era in guerra; non è provato che agf per interessi venali; perciò Mancuso [il direttore] deve tenersi la condanna." Era una terribile condanna morale per il Maugeri, gettata lf di traverso, senza nessuna analisi di nessuna testimonianza, per scagionare il Maugeri di avere ag,ito per venalità, ma per affermare che l'Italia era in guerra con gli anglo-americani anche dopo che questi erano diventati cobelligeranti del governo di Brindisi: la teoria nazi-fascista circolava sotto quelle parole, ma non osava venire alla luce. La perfidia fu aggravata dal fatto che la sentenza fu depositata in cancelleria proprio all'ultimo minuto prima che scadesse per Maugeri il termine per un ricorso in Cassazione, cosf che quando Maugeri ne ebbe notizia non poteva far nulla per ottenere giustizia. Che canaglie la gente onesta! Per mettere nei limiti del possibile le cose a posto, intervenne la Procura militare, che il 20 novembre 1950 affermò infondate le accuse mosse contro Maugeri. Ebbene, di tutta questa vertenza non una sola parola nel libro di T. L'uomo non conosce che le accuse, riferite del resto in termini ambigui e non impegnativi, e non sa nulla delle difese! Ma espone: Maugeri dunque avrebbe dovuto andare a Palazzo Venezia e ammazzare Mussolini. Certe operazioni si fanno, e non si comandano ad altri, beninteso che chi le fa è un eroe, e chi non le fa non è né traditore né spia. Una teoria nuova di zecca: "A un ammiraglio, come a qualsiasi altro soldato, si addice piuttosto la qualifica di congiurato, che quella di traditore o di spia" (p. 307 Bibloteca Gino Bianco

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