Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Ammiragli !'traditori" troppa gente .venisse a conoscere i dettagli dell'operazione varii giorni prima della esecuzione. Si temeva infatti che l'Intelligence Service avesse delle efficienti diramazioni dappertutto, e non si aveva d'altra parte una eccessiva fiducia nella riservatezza del c·arattere italiano" (Gaudo e Matapan, p. 51). - Gli italiani, specialmente se meridionali, non sanno tenere un cece in bocca; lo fanno di regola per vanità: vogliono essere apprezzati come pérsonaggi di alto fasto, e la via piu sicura per arrivare a quel resultato, è di mostrarsi possessori di pericolosissimi segreti. Questa è scempiaggine vanitosa, da cui un ufficio di informazione nemico può ricavare indicazioni preziose. Non è "intelligenza col nemico." Nel trattare soggetti di questo genere non è lecito usare "parole in libertà." Altra prova. Il 9 ottobre 1942, l'ammiraglio Sansonetti, succeduto a Campioni (quello di Taranto) nella carica di sottocapo di Stato maggiore alla marina, tenne al maresciallo Cavallero, Capo del Comando " d. " " d . d 11 . b . f supremo, un grave iscorso : ovevano esistere e e spie ene in ormate, a giudicare dal modo come avvenivano gli affondamenti, e queste spie non erano da ricercarsi nei porti da cui partivano e arrivavano i piroscafi, ma a Roma." "Perché," domanda T., "Sansonetti fece la sua rivelazione al maresciallo Cavallero e non all'ammiraglio Riccardi, suo superiore diretto? Questo è un punto oscuro" (pp. 224-6). E chi mai gli ha detto che il Sansonetti non ne abbia parlato al Riccardi oltre che al Cavallero? Del resto, a che cosa sarebbe servito al Sansonetti parlarne col Riccardi, se quello non era migliore di lui? "È anche molto ·strano che il Riccardi non abbia mai avuto il minimo sentore di quanto invece resultava a Sansonetti, ecc. ecc." Come fa a sapere che non ne abbia avutò mai il minimo sentore? T. insiste: né il Ministero della marina, né il Comando supremo delle forze navali, né l'Ufficio informazioni vollero ammettere che la loro otganizzazione fosse difettosa. Giusto cielo, quando mai un ministe,;o, o un comando supremo militare, o un Ufficio informazioni ha ammesso di essere difettoso? · Era precisamente l'Ufficio informazioni - T. ne è sicuro - la sede (o una fra le sedi) dei traditori. Il suo capo, l'ammiraglio Maugeri, sapeva bene come stavano le cose: infatti a guerra finita, nel suo libro di memorie pu~blicato in lingua inglese, From the Ashes of Disgrace, ha rivelato che l'ammiragliato britannico contava fra gli ammiragli italiani e nello stesso Ministero della marina persone devotissime, sulle quali poteva fare il massimo ass~gnamento, non vedendo esse l'ora di. finire comunque la guerra, per liberare l'Italia dal fascismo. C'era anche lui nel numero di quelli che volevano la fine a tutti i ~osti e con qualsiasi mezzo? Non po_ssiamodirlo, ma è certo che egli fu ricompensato con la decorazione americana della Legion of Merit, cqe porta sul petto, in riconoscimento dei meriti acquisiti appunto mentre era capo dell'Ufficio informazioni [p. 226]. Osserviamo anzitutto che. Maugeri dive~tò capo dell'Ufficio informazioni · il 24 ·maggio 1941. Il disasJ:ro di Taranto è del novembre 1940> 305 Bibloteca Gino Bianco

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