Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Lauree, abilitazioni, concorsi vere; che gli esami speciali non dimostrano necessariamente nessuna intelligenza speciale in chi li supera anche brillantemente, ma sarebbe errore sopprimerli, perché, anche se buoni, pochi hanno quel senso di responsabilità che fa studiare un soggetto se non sono obbligati anno per anno a fare gli esami speciali (almeno io, sessanta e piu anni or sono, ero fatto cosf, e credo che non fossi tra i peggiori); che la tesi di laurea è il solo lavoro, in cui l'alunno dimostra la propria autonomia, e se l'insegnante lo segue a passo a passo, e lo consiglia lungo la via, e gli fa rifare magari due volte la tesi prima di presentarla, è quello il solo modo che ha l'alunno di imparare a lavorare per conto proprio, e di dar prova sicura della pro- . . ' pna capacita. Ma ammetto che la mia opinione è discutibile, ed è infatti contestata. Quello che sento di non potere ammettere è la via attraverso la quale l'autore dello scritto, che discuto in questo momento, arriva all'abolizione della tesi di laurea. Quella via consiste nell'affermare che i professori dànno i soggetti per la tesi di laurea per acquistare e mantenere il prestigio di una larga discepolanza, e non leggono le tesi, e passano anche quelle in cui la parola source è tradotta con la parola sorgiva, e magari sanno - aggiungo io - che vi sono negozi a poca distanza dalla università, dove le tesi si comprano belle e fatte, ma essi, i professori, lasciano correre. O io ho perduto ogni capacità di ragionare, o quest'argomento dimostra che è necessario sopprimere non la tesi di laurea ma certi pr-ofesso:ri.Ed è per me causa continua di sconforto la indifferenza, in cui gli studenti accettano le malefatte di certi professori, invece di ribellarsi ed esigere, magari a furia di bastonate vere e proprie, che siano mandati via. Sconforto, ma non meraviglia: perché un professore di manica larga è p:roprio quel che ci vuole per i futuri componenti di una classe dirigente, la quale alla sua volta sarà anch'essa di manica larga. Meno che mai mi persuade l'argomento che se si esigessero tesi di laurea fatte sul serio, si avrebbe una fortissima riduzione del numero dei laureandi nelle diverse facoltà. Magari! A dire il vero la selezione dovrebbe cominciare nelle scuole medie inferiori, e non essere rinviata all'ultimo anno dell'università. È questo un problema assai grave che non si può risolvere su due piedi. Ma meglio tardi che mai. E ad ogni modo, anche tardi, il professore universitario è messo H a guardare un passaggio obbligato, e deve fare il suo dovere su quel passaggio, come altri dovrebbero fare il loro dovere sul proprio. Meno che mai si può, a mio parere, addormentarsi sull'idea che sostituendo la tesi di laurea con un colloquio, si avrebbero giovani selezionati e capaci. Quegli stessi professori, che mancano al loro dovere nel giudicare le tesi di laurea, si metterebbero forse a fare il loro dovere nei colloqui? Risponda di sf chi ne ha il coraggio. Soprattutto ritengo si debba combattere a spada tratta la proposta di abolire per i laureati della facoltà di lettere l'esame di abilitazione per le 781, BibliotecaGino Bianco

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