Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La legge Daneo-Credaroper la scuola popolar/ È oggi m Italia assai diffusa l'opinione che la legge Daneo-Credaro rappresenti un grande, sicuro sforzo nella lotta contro l'analfabetismo italiano in genere e meridionale in ispecie. Si guarda la somma totale delle cifre stanziate dalla legge; si vede che si tratta di una maggiore spesa immediata di circa 34 milioni annui, che si eleverà in dieci anni a circa 74 milioni, e si dice: con queste spese è certo che l'analfabetismo ben presto sparirà. E vi sono molti, i quali dormono sonni tranquilli e sono sicuri che fra dieci anni, venti al massimo, gli analfabeti saranno del tutto scomparsi anche dall'Italia meridionale. Ebbene, chi studi attentamente la legge Daneo-Credaro in relazione con le condizioni del nostro paese, deve arrivare ad una conclusione ben diversa e tutt'altro che confortante. Questa legge, come strumento di lotta contro l'analfabetismo, è assolutamente inefficace. Anzi, invece di combatterlo, non fa che consolidarlo, appunto nei Comuni e nelle regioni dove il male è piu grave. I Gli analfabeti italiani noi possiamo dividerli in due grandi classi: gli analfabeti dai 12 anni in su, i quali non possono ormai piu profittare delle scuole elementari diurne, ma hanno a loro disposizione le scuole festive e serali2; i fanciulli e i giovinetti dai 6 ai 12, pei quali sono ordinate le vere e proprie scuole elementari regolari, ma che non vanno a scuola, come dovrebbero. Gli analfabeti maschi, dai 12 anni in su, sono circa 4 milioni e le donne analfabete sono circa 5 milioni. Calcolando che ci voglia una scuola serale o festiva per insegnare a leggere e scrivere a ciascun gruppo di 60 analfabeti adulti - 60 sarebbero veramente troppi, ma facciamo i cal1 Conferenza tenuta nell'inverno del 1911 a Trani, Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro e Bari. I dati statistici sulle finanze comunali sono tratti, quasi tutti, dal lavoro di GIUSEPPE DONATI su L'analfabetismo e la legge Credaro nel Mezzogiorno (nella "Voce" del 16 marzo 1911 e poi nell'opuscolo della "Voce" su La Questione meridionale). Stampando ora il resto del lavoro, ho utilizzati per l'analfabetismo i dati del censimento del 1913, quali sono stati pubblicati nei quotidiani del 13 agosto 1912. 2 Per la legge 8 luglio 1904, n° 407, che si proponeva di combattere l'analfabetismo si stabiliva che si dovevano aprire annualmente 3.000 scuole serali e lo Stato, con lo stanziamento in bilancio di 500.000 lire, doveva retribuire i maestri, dando a ciascuno da 100 a 150 lire e sussidiare i Comuni per le scuole serali proprie. La frequenza sino al compimento del certi~ fìcato di proscioglimento (III classe) doveva essere obbligatoria per tutti i giovani analfabeti che avessero concorso alla leva e fossero stati assegnati alla III categoria o dichiarati rivedibili o riformati. Con la successiva legge del 4 giugno 1911 si istituivano le scuole reggimentali e si elevava il compenso dei maestri delle scuole serali a L. 300. [N.d.C.] 1001 BibliotecaGino Bianco

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