Problemi educativi e sociali acutamente, il bisogno di una scuola, senza avere la capacità d'indurre i pubblici poteri a crearla, e costretti a risolvere empiricamente il problema a loro spese mediante le scuole private; e al disopra di questa moltitudine, che si muove senza direzione certa e che comincia ad aprire gli occhi alla luce, una minoranza che non dirige, che non si muove, che non vede e non vuol vedere, inquieta e inerte, pronta a chiedere tutto allo Stato mentre protesta irosamente contro lo Stato, e sente di star male e non sa come star meglio. Ecco dove le associazioni private delle altre regioni d'Italia possono riescire preziose. Esse possono compiere, almeno in parte, l'ufficio che dovrebb'essere adempiuto laggiu dalle classi dirigenti, che mancano. Possono studiare provincia per provincia, Comune per Comune, il problema scolastico nei suoi termini reali, e premere sul governo affinché provveda a risolverlo per la parte che lo riguarda; possono sollecitare e assistere coi loro consigli i Comuni volenterosi nella loro opera locale e nei loro rapporti con lo Stato; possono raccogliere intorno a sé tutti gli elementi intellettualmente e moralmente buoni, che laggiu vivono isolati e scoraggiati; possono dare l'esempio di ciò che riesce a compiere l'iniziativa privata, diretta da una conoscenza esatta delle condizioni locali e non sviata da fantasticherie retoriche o da vani miraggi; fra i maestri dei Comuni piu lontani dalla vita civile possono far circolare dei libri, che li sollevino un poco sulle necessità dure e monotone e tristi di ogni giorno, e restaurino in essi le forze morali via via che minacciano di disintegrarsi; possono premiare i migliori con doni, che non solo li attirino pel loro valore in denaro, ma li sollevino moralmente agli occhi propri piu ancora che agli occhi degli altri. Possono fare una infinità di cose buone; perché laggiu c'è quasi tutto da fare.18 Un'associazione privata non può certo pretendere di sostituire l'_opera dei Comuni e dello Stato; non può illudersi di domare aa un tratto ogni difficoltà, anche se avesse a sua disposizione mezzi finanziarii illimitati. Ma nulla si perde del bene, anche infinitamente piccolo, che comunque si riesce ad attuare. La storia è fatta tutta di piccoli sforzi, che accumulandosi determinano le grandi evoluzioni. Dinanzi alle opere difficili non si devono misurare le difficoltà, ma le necessità. E alle opere buone non mancano mai i mezzi, finché non venga ad esse meno il sostegno di ferme e diritte volontà. G1u sEPPINA LEMAIRE SIBILLA ALERAMO GIOVANNI CENA GAETANO SALVEMINI relatore 18 Questo lavoro di assistenza è stato iniziato nel 1910 in provincia di Reggio Calabria per opera dell'Associazione nazionale per il Mezzogiorno, presieduta dai senatori VillaFi e Franchetti. 1000 BibliotecaGino Bianco
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