Gaetano Salvemini - Il ministro della mala vita e altri scritti sull'età giolittiana

Democrazia e cltricalismo ragioni elettorali, agenti delle tasse da cui non occorra difendersi come dalla siccità o dalla grandine); quindi è necessario un grande, ben coordinato sforzo nazionale per la riorganizzazione della scuola· in tutti i suoi gradi; quindi è necessario risolvere il problema della proprietà' ecclesiastica non appena le questioni piu urgenti di questi prossimi anni siano superate. L'Idea democratica conviene con noi che "elevando le condizioni economiche e intellettuali del popolo, cercando di sottrarlo per questa via alla organizzazione gialla " si fa in realtà, per quanto indirettamente, del buon anticlericalismo integrale, "poiché le condizioni economiche e intellettuali del popolo non si migliorano con le chiacchiere, ecco il terreno di intesa per provvidenze concrete; ed ecco perché quella politica tributaria, doganale, anti-imperialista, che l'Unità giustamente propugna come base concreta per un accordo democratico, diviene nel pensiero democratico una cosa intimamente legata all'anticlericalismo da strettissimi rapporti e da intime connessioni." E anche in questo siamo perfettamente d'accordo, salvo il pericolo, innanzi denunciato, che il divorzio, inserito oggi in questo genere di intese faccia come il riccio che entrato per pietà in casa del topo, in breve tempo l'obblighi a sloggiare. Ma quest'anticlericalismo "indiretto" - dice l'Idea democratica - non basta. Bisogna "prendere direttamente l'offensiva, finché si può, cercando di colpire nel vivo l'organizzazione elettorale ed economica delle masse clericali, in quanto si vale della gerarchia ecclesiastica, che è riconosciuta e mantenuta a scopi di culto e non come burocrazia clericale." Qui cominciamo a non vedere chiaro. Noi, infatti, non riusciamo a comprendere in che cosa la riforma elettorale, di cui l'Idea democratica sostiene la necessità, allo scopo di sottrarre il deputato al carcere angusto del collegio uninominale, favorirebbe la lotta contro la organizzazione economica e politica clericale. Al collegio plurinominale con rappresentanza proporzionale noi siamo incondizionatamente favorevoli; ma per motivi, che non hanno nulla da vedere col problema del clericalismo; forse un nuovo sistema elettorale, che aumentasse nelle elezioni l'influenza delle organizzazioni politiche, vaste e bene disciplinate - sarebbe questo uno degli effetti della rappresentanza proporzionale - riescirebbe al partito clericale piuttosto utile che dannosa. Ad ogni modo, l'offensiva "diretta" non può consistere tutta nella riforma elettorale. Ci dev'essere dentro qualcos'altro. Che cosa? Dobbiamo sciogliere alla Pelloux le leghe e le cooperative clericali? dobbiamo confiscare i patrimoni delle casse rurali? dobbiamo negare ai lavoratori clericali il diritto di associazione? Se questo fosse l'anticlericalisµio "diretto" sentiamo il dovere di dichiarare che ci avrebbe risolutamente contrari. Prima ancora di essere de- - 25 >teca GinoBianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==