Gaetano Salvemini - Come siamo andati in Libia

" Come siamo andati in Libia " e altri scritti dal 1900 al 1915 vorrebbe certo sostituire in oriente il pericolo russo al pericolo germanico. In conclusione - e salva sempre la riserva sulla utilità o sul danno, che potrebbe rappresentare per noi la costituzione della unità politica serbo-croata al di là dell'Adriatico, ANZIDATALAIPOTESICHEQUESTAcosTITUZIONE RAPPRESENTIUN VANTAGG-IOle nostre preferenze nell'attuale crisi internazionale sembrano nettamente segnate. Noi dobbiamo augurare una sconfitta del blocco austro-germanico, da cui esca un migliore assetto delle nazionalità balcaniche e un qualunque definitivo assestamen.to dei rapporti franco-germanici. - Se la nostra neutralità •è utile per facilitare alla Francia e agli stati balcanici il raggiungimento di questi scopi, sia essa la benvenuta. Ad ogni modo, un nostro intervento anche armato, nella crisi, specialmente d'accordo con l'Inghilterra~ non si deve escluder.e a priori, sia che esso possa riescire utile a facilitare lo snodamento finale nel senso innanzi accennato, sia che esso possa essere necessario, dopo una completa disfatta austro-tedesca, per impedire il prepotere dei vincitori, e limitare, sempre d'accordo con l'Inghilterra, le eccessive pretese della Russia e della Francia. ltalia e Serbia Per arrivare a qµesta conclusione, noi abbiamo dovuto assumere la ipotesi che la costituzione di una Grande Serbia di circa dieci milioni di abitanti sulla sponda orientale dell'Adriatico rappresenti per noi un vantaggio e non un danno. Nella ipotesi contraria, sarebbe evidente per noi l'interesse a rimanere solidali col blocco austro-germanico nella lotta contro gli jugo-s1avi, salvo a maneggiare questa nostra solidarietà in modo da non farla sérvire ad un eccessivo ingrandimento dell'Austria e della Germania. Ed ecco che già si manifesta, nella ii:npossibilità di limitare quest' eccessivo ingrandimento in caso di vittoria austro-germanica, il pericolo che racchiuderebbe per noi una nostra adesione alla lotta contro gli slavi del sud e contro i loro alleati. La vittoria dell'Austria contro la Serbia e il Monte- · negro non può portare che una conseguenza sola: l'assorbimento di questi due paesi nel complesso politico austro-ungarico, un aumento della potenza assoluta e relativa dt:;lla nostra vicina orientale, e un corrispondente indebolimento nostro. I nostri clerico-nazionalisti, nel propugnare l'intervento nostro a favore del blocco austro-germanico, non possono disconoscere che esso aiuterebbe l'Austria a diventare per noi anche piu minacciosa che non sia stata ne1 passato, e perciò hanno cura di agitare innanzi ai nostri occhi lo sP.ecchietto dei "compensi. " . Ma se si tratta di conquiste o di zone d'influenza nell'Egeo, in Asia Minore, in Arabia, in Abissinia, in Tunisia, in Corsica, di qua, di là, di su, 346 Biblioteca Gino Bianco

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