I I - ~3,4ha' disorientato i gruppi irredentisti anti-austriaci della • Jugoslavia, li ha indeboliti nella opinione nazionale, li ha costretti a temere la vittoria deU'Italia come il peg·- . ' giore disastro nazionale che potesse capitare alla nazione jugoslava. Il riconoscin~ento espl~cito fatto dal Governo italiano del diritto nazionale jugoslavo àll'unità e all'indipendenza, dovrebbe avere ripercussioni assai benefiche a ,, vantaggio delle correnti separatiste e antiaustriache. [Ma è vano chiudere· gli occhi per non v~dere. Riconoscere la ind1pendenza ~ l'unità ju_goslava, e nello stesso tempo affermare intangibile ora, e se1111ipre il trattato di Londra, cioè affermare come necessità assoluta dell'Italia il programma della conquista dalmatica~ è una contraddizione in termini, che non può durare: significa rimanere in una posizione logicamente assurda, moralmente falsa, politiica~ente insostenibile. Per il dopoguerra quel programma vuol dire una dichiarazione di odio eterno fra noi e quella nazione jugoslava, di cui pur riconoscia1no l' esistenz?' e rinunziamo a impedire l'unificaz.ione. I)er la guerra quel programma è un continuo eccitamento agli Slavi dél Sud perchè preferiscano la vittoria di un'Austria trialista o magari· immutata, alla vittoria delritalia. La Dalmazia è per· gli Slavi dei Sud q\lello che sarebbero per noi italiani la Liguria .o il Lazio. Finchè avranno la certezza che questa regione, in caso di vittoria dell'Italia, sarà ridotta a colonia . italiana, è naturale che gli Slavi del sud desiderino la vittoria all'Austria e si battano disperatam~nte contro l'Italia. Non basta, dunque, riconoscere il diritto degli jugoBibliotéca Gino Bianco •
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