Gaetano Salvemini - Dal Patto di Londra alla Pace di Roma

l, V - 233 - qùanto avrà meritato; tanto più ·incontestabile sarà il suo diritto a vivere indipendente e libera, quanto più · avrà saputo afferbare, durante la battaglia, il suo di~ ritto, senza possibilismi, se!].za equivoci, senza scappa- ( toie, ~ffrontando le sofferenze riecessarie per costruire colle sue mani il suo destino. · , Gli jugsolavi devono sentire che l'Intesa antigermanica, quando ha riconosciuto il loro diritt(? nazionale, · ha esaurito con questo il suo còmpito di fronte ad essi : ·· lottando per motivi propri contro l'Austria, essa offre ad essi l'occasione e i _mezzi per realizzare il loro diritto: tocca ad essi ora realizzarlo col loro sangue; se no,. no. Il mondo non fa la guerra, nè deve continuarla, sol perchè la J ugsolavia ha diritto di sorgere. Deve essa conquistarsi questo diritto col merito dei suoi figli, e nòn col sangue altrui. ' Ma i_lGoverno italiano non deve impedire quel dovere. E questo farebbe, se si fermasse a mezzo s~lla via della polit1ca inaugurata col Congresso di Roma ·~ec·on la dichiarazione dell'8 settembre. ' Noi .non siamo punti. da nessuna smania di recriminazioni e di polemiche, non abbiamo nessuna velleità di mettere in luce la nostra chiaroveggenza, se ricordiamo il passato., se affermiam_o ancora una .volta ciò che oran1ai da tempo immemorabile andiam'o ripetendo, senza. curare le diffamazioni e i ricatti morali, che vengono tentati contro noi e -còntro i nostri amici dai sostenitori di _µnapolitica, la quale cade oramai a pezzi da ogni · parte. I.'Italia, per tre anni, opponendosi alla unifica-- zione nazionale jugoslav·a, e pretendendo di conquistare· non solamente Trieste e l'Istria, ma anche la Dalmazia, / Biblioteca Gino Bianco I \ , \

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