Gaetano Salvemini - Dal Patto di Londra alla Pace di Roma

' • ' l ~tarsi il loro diritto all'unificazione e all'indipep.denza nazionale mediante un'azione antiaustriaca ·intransigente, rettilinea, preoccupata non più di conservarsi sgombre le retrovie, ma solamente di colpire a fondo la organizzazione statale austriaca. Non vorrerrimo essere fraintesi. Noi non siamo di quelli che pretendono che tutiti i croati e tutti gli s.Io- •veni e tutti i serbi d'Austria, fino all'ultimo, si precipitino_ a capo fitto nella lotta antiaustriaca per convincerci di un movimento antiaustriaco j ugosla.vo: .perciò abbiamo sempre combattuto le pretese degli slavofobi nostrani, che ignorano di proposito tutte le manifestazioni antiaustriache jugo.slave, comunicano per mezzo d~lla Stefa:ni ai nostri giornali le sole manifestazioni austriacanti o possibiliste o equivoche, e fanno credere all'Italia che tu,tti gli jugoslav( d'Austria sono austriacanti. Noi sappiamo che con lo stesso metodo si . possono far passare tutti gl'italiani irredenti come . austri~canti, ignorando il martirio di Battisti, di Filzi, di ~auro, di ,Rismondo, e ricordand9_ solo gli omaggi \ del dottor Ziliotto, podestà di Zara, a Francesco Giuseppe, i discorsi di don Fa.idutti e di don Bugatto alla Camera di Vienna, e gli ordini del giorno che vptan_o a Roma certi ' italianissimi, invocando la guerra ag1i slavi e dimenticando di chiedere lo smembramento del- . l'Austria. Noi sappiamo che una nazione non è una compagnia di soldati, che manovri in piazza d'armi: 'l'unanimità non è possibile in ~.essuna nazione, per . quanto compatta sia. Lo spirito delle moltitudini non è un meccanismo di precisione, rigido e rapido, costruito a posta per il laboratorio o per l'officina : è una vecchia Biblioteca Gino Bianco

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