Gaetano Salvemini - Dal Patto di Londra alla Pace di Roma

I '> ' ' ì -239mortale sarebbe solamente lo,· s f asciam,e·nto dell'Austria.- E questo non può avvenir,e in forza cli un trattato,. fin- , chè l'eserc~to austriaco non sia battuto. \·- ·ounque, se si vuole da,vvero lo· sfas:cia:mento dell' Austria,; si deve volere· che l'esercito austriaco sia battuto , insieme con l'esercito tedesco. E l'esercito austria~o non può essere battuto itJ. ~rancia (I). • (r) Sulla fine del settembre 1918, si manifes.tò un acuto dissidio fra, lo Stato Maggiore francese e il ·Generale Diaz, capo dello Stato Maggiore italiano : lo Stato Maggiore francese insisteva ,, perchè l'esercito italiano passas~e all'offensiva sul Piave, mentre si sferrava e· procedeva l'offensiva antit~desca in Francia; il Generale Diaz rifiutava di passare all'offensiva perchè diceva 'di non avere forze sufficienti, e perchè « les Autrichiens se battènt comme des lions >>: gli sfuggivano· tutti gli elementi psicologici e politici della' situazione; non pass.ò all'offensiva che tre settimane dopo che 1 il fronte bulgaro era stato rotto in Mace~onia ;1 alle difficoltà della prima azione si arrestò spaventato, e nei primi comunicati ufficiali cercò di dare l'impressione che la battaglia fosse un'operazione senza importanza ; so1o quando il successo si delineò a Vittorio Veneto, solo allora rialzò il tono dei comunicati ufficiali; ma l'errore commesso col tono Ìninoi:e dei primi comunicati facilitò ai nemici e agli alleati poco ben~voli lo svaluta,:nento della vittoria italiana. \ ' ' \ 'I , Biblioteca Gino 'Bianco · I /. ,, I

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