Gaetano Salvemini - Dal Patto di Londra alla Pace di Roma

\I I - 223I il 4 ,marzo, per dimostrare che il Governo italiano aveva ' anticipato le massime stabilite dal Co~resso ·di Ro,na. . I Accennando alle << controversie territoriali )), ·insegnava che (( non giova subordinare alle questioni, importanti · quanto si voglia, ma pur sempre accessorie, la questione unica ed essenziale; non giova c'ristallizzarsi nelle pre .. !1 giudiziali intorno al ,modo di essere, allorchè è in giuoco la ques~ione dell'essere e del non esse.re)). L'on. Orlando fece qualoosa di più. Prima di ricevere - ' la Presidenza del Congresso di Roma, ricevè -in speciale ·udienza il dott. I'rum bich ed altri componenti il Comitato jugoslavo; intervenuti _alCongresso di Ro~a, e_in questa conversazione - secondo il comunicato della_ St.ef ooi. << toccava efficacemente della convergenza delle aspirp,- zioni italiane con quelle dégli Slavi ·del Sud, la solidar rietà del movimento per l'indipendenza e l'unità jugo- .sla.V'a con i fini di guerra 1 1dell'Italia .e dell'Intesa)), ed . ,<:( attestò la fiducia sua e del Governo ne.Ila lealtà politica, I -èon cui il Comitato compiva l'opera sua >>. E. pochi giorni dopo il Congresso di Roma, in una ·1 , intervista concessa al signor De Quirielle s.ul I ournal des Débats · del 25 aprile, spiegava: << Il famoso trattato di Londra, quando fu negoiziato e conchiuso, mirava a un'Austria nemica, contro la quale era necessario per l'Italia di pren'dere le 1n~ggiori garenzie possibili. Di fronte a un.o Stato jugoslavo amico, la -si.tuazfone cam,bia, come le vntenzrioni >>. Non più, dunque, il Governo Italiano cons.idererà, 1 ' . ~ .come nel 1915, individui sospetti di essere spie dell' Austria tutti gli esuli jugoslavi, anche se condannati a , morte dall'Austria. Non più si ostinerà a vedere una, l3iblioteca Gino Bianco / , I

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==