._ 218 - e necessaria politica il seguire una via opposta a quella di cui il nostro nemico si è tanto giovato, e il sostituire agli urti e agli odi~ artificiosamente suscitati e alitftentati, quella solidarriet,.ìche nasce dalla comune sofferenza, I a cui non contrasta a:! cu1 na sostanziale ragione di dissidio, allorchè lealmente e sinceramente venissero in esame le· condizioni rispettive per la esistenza reciproca e i reciproci sacrifici di alcuni gruppi etnici in quelle zone grige ,, intercede;J.ti fra i confini dei grandi popoli,. e, finalmente, I la determinazione delle giuste garenzie da dare a quegli elementi etnicamente difformi che le reciproche necessità di esistenza imponessero di aggregare all'uno o ali' altro dei due div~rsi gruppi statali. Tutto ciò si può fare, tutt8 ciò si deve fare, senza che sia necessario - e non è nemmeno utile -- di stabilire sin -da ora quale influenza tale attitudine abbi~ da avere sugli scopi della guerra. La guerra 1~onha che' un solo scopo: vincere; e il mezzo per raggit!ngere tale scopo è questo solo: fare ogni sforzo per indebolire il nemico. Questo è tutto quanto utiln1ente può dirsi _intorno agli scopi ed ai mezzi della guerra~ il resto è accademia o divagazione)). Il succo .di queste dichiarazioni è evidente per chiunque non abbia le traveggole: fra Italia e Slavi meridionali non esiste nessuna << sostanziale·)) ragione di dissidio; esiste invece (( quella solidarietà, che nasce ·dalla, comune sofferenza )), da~ianecessità della lotta contro il << comune nemico )) ; l'I ta~ia ha e mantiene come fine (( essenziale )) di guerra il conquistare confini ·difendibili e tutelare le r~gioni della gentf.: italiana (la preistorica teoria dei (( confini naturali)) non è più sbandierata); ma su questo fine può esercitare influenza l'avere al nostro confine un Biblioteca Gino 81anco
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