- 214-.- sposte a farsi accusare di tradimento dai giornali son11-iniani e nazionalisti e giolittiani e clericali, costituendo un C'omitato .ita.tia.no p1 er l'i-n.tesa. con gli jug·osla'fVi. I ' ~opo Caporelol. A questo punto avvenne lo sfacelo di. Caporetto. Il quale non creò la cosidetta « politica delle nazionalità )) in Italia, perchè questa preesisteva, per quanto soffocata ' e P"~rseguitata e diffamata, sino dal 19 I 4, e -nell'estate del 1917 aveva già conquistato molto terreno. Ma lo - sfacelo di Caporetto disorientò i seguaci dell'on. Sonnino: quell'Austria con cui sognavano una pace di con1promesso a spese degli slavi del sud, respingeva l'Italia dall'Isonzo al Piave: qualunque programma di guerra, e slavofobo e austrof obo, sem:brava saltato per ària; l' on. Sonnino e i suoi seguaci erano ridotti alla immobilità fatali sta •di chi non può andar~ avanti, non sa . I • . tornare indietro; non volevano fare la pace, non sape-. :vano con1e vincere· la guerra; non si sentivano la forza di continuare, non capivano la necessità di cambiare. · In queste condizioni, arrivò alla Presidenza del Consiglio l' on. Orlando, il quale raccolse l'Italia nello sfacelo di Caporetto, e la condusse alla vittoria del Piave. Ebbe la sua parte nelle resp~nsabilità di Caporetto, e non. è . . certo tutto suo il merito della vittoria del Piave. Ma nes1 suno potrà mai contrastargli il merito d'i non aver disperato nei giorni. del disastro, e di· avere saputo intuire la necessità·di una politica nuova per uscire dal vic9lo cieco, in cui ci aveva tratti la politica son11iniana. Egli comprese limpidamente che, se non si voleva la pace col parecchio • giolittiano e col d~sonore eterno d'Italia, bisognava inalBiblioteca Gino Bianco
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