Gaetano Salvemini - Dal Patto di Londra alla Pace di Roma

. I '-206Aligh.ieri )), degli irredenti adriatici, di tutte le organizzaziorii ufficiose della Germania, si trova il program~a nazionalista anti~lavo. Il contrasto, però, non è dapprincipio perfettamente chiaro. I due gru~pi dell'interventismo italiano sono costretti, nel periddc della neutralità, a mettere in luce sopratutto I~ idee, da cui sono acçomunati, passando in seconda linea quelle da cui sono divisi. Gli antiaustriaci democratici sono indeboliti dal neutralismo dei socialisti uffi.~ ciali e dei radicali gio~ittiani; -~li antislavi naziona- ' listi sono indeboliti dal neutralismo dei giolittiani e dei clericali. Le due debolezze sono costrette a fare n1as::':.t insieme per diventare una forza, e imporre l'intervento ·ai neutralisti di destra e di sinistra. Non è possibile agli un.i e agli altri battagliare fra loro sul programma della guerra, mentre occorre unirsi per far prevalere sulle correnti avversarie il fatto della guerra. 1 Inoltre e'è stato sempre ·in tutti i gruppi. antl?lavi, che ricevevano la parola d'ordine dalla Consulta, la tattica di non rivelare mai il loro programma in tutte le sue conseguenze logiche e pratiche. L'affermazione che il 1 ~overno italiano non ha avuto mai fra i fini di. guerra " · lo smembram·ento dell'Austria, è stata fatta dall'on. Sònnino solamente nell'ottobre del 1917: << Tra i nostri fini di gu1 erra nvn vi sorto nè gli smembramenti' degli Stati nemici, nè carnbiamenti degli altrui ordinamenti interni>>. Prima di allora, e anche dopo di allora, i seguaci dell'on. Sonnino e i propagandisti della politica antisla va hanno · sempre abbondato in manifestazioni austrofobe, in modo da far nascere la illusione che anch'essi lottassero per Biblioteca Gino Bianco

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