' ' . , - 202 - propria; di fronte al pericolo di vedere il loro paese smembrato, come l'ha smembrato il trattato di Londra, e ridotto a una colonia italiana, è naturale che essi desiderino la vittoria dell'Austria e si battano disperatamente contro. l'Italia. - .E· i bosniaci e i croati \ , debbono desiderare anch'essi' la sconfitta di un'Italia che aspiri alla Dalmazia: per quanto, infatti, nell'AustriaUngheria essi si trovino a disagio per la oppressione dei tedeschi e dei magiari, peggio assai sarebbe, quando l'Italia fosse insediata sulla te~raferma dalmata e in quasi tutte le isole dell'Adriatico: il problen1a nazionale j ugoslavo farebbe un enorm~ passo indietro: l'Italia diventerebbe interessata con l'Austria alla lotta contro il movimento naziop.ale sudslavo: il ·problema della unificazione fra Dalmazia, Bosnia e Croazia non sarebbe più un problema interno austriaco, che potrebbe forse col tempo essere risoluto dal gioco di forze interne, ma diventerebbe un problema .internazionale, a risolvere· il quale occorrerebbe una gue_rra. Se dalmati, bosniaci, croati e serbi non fòssero contrastati dall'Italia nello sforzo della un'ificazione nazionale e non fossero minacciati di un dominio italiano in Dalmazia, - cioè nella terra che è stata il centro 1 del movimento nazionale jugoslavo - quegli sloveni dei . nord-ovest, che protestano contro ogni cessione che si , voglia fare della Venezia Giulia all'Italia, rimarrebbero isolati di fronte agli altri dieci milioni di jugoslavi, che sar.ebbero aiutati dall'Italia nella unificazione nazionale. I protestanti finirebbero per adattarsi al sacrificio: dovrebbero sempre preferire di unirsi alla Croazia e alla Serbia, perdendo ·390 mila connazionali e Trieste e Biblioteca Gino Bi~nco
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