- 198 _:' Nella nuova sistemazione dell'Europa, infatti, l'Italia ha da risolvere anch'essa un problema di .integrazione I e di sicurezza nazionale sulle Alpi e n.ell'Adriatico. Ora nel risolvere il problema dell'Adriatico, anche data la ipotesi che l'Italia· lim·iti le sue aspirazioni a Trieste e all'Istria, noi do~biamo prevedere che un'Austria-Ungheria, sopravvissuta a siffatta ·amputazione, non avrà per l'avvenire che un solo programma di politica estera: preparare una guerra di ri(vincita per riprendere la posi- · zione militare di I-)ola; e nella nuova spinta ver·so il mare avrà indubbiamente l'appoggio ·della Germania. In questo caso, la presente guerra non satrebbe che la jJrep·mra.zìondei 1(tna nuova: gu,erra, in cui non avremmo I nessuro.acertezza dì trovarci alleati ·co;me,oggi con tutte le maggiori pqtenz,e del mondo, contro la Germania e l'Austria. Se invece, a spese dell'Impero absburghese:, sorgono una Boemia, una Polonia, una più grande Romania e una J ugos1avia, noi avremo alleate tutt~ queste nuove forze contro ogni nuovo tentativo germanico. Specialmente la J ugosla.via sa:rebbe costretta ad essere nostra alleata: perchè si troverebbe incuneata con la Slovenia fr~. la Venezia Giulia, passata all'Italia, e l' Austria tedesc2 : e i tedeschi non potrebbero riprendere la loro marcia .verso 1"'rieste e verso Pola senza strappare anche la Slovenia alla Jugoslavia. Sulla linea della Drava, ·quin!di, i tedeschi incontrerebbero una prima barriera fra _essi e l'Adriatico, barriera difesa da un popolo -di circa dodici tnil ioni di uomini nell'interesse anche dei- ' l'Italia. La frontiera italiana fra la Venezia Giulia e la . . Biblioteca Gino Bianco
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