I . > I ', - I9I - porzionati a quelli ',iegli alleati; l'ltalia non si' opporrà allo smeml?ratnento dell'Albania, qualora gli alleati vogliano cedere l'Albania settentrion;~Je alla Serbia, l'Al- , bania meridionale alla Greicia; avr·~ sotto la sua pro- ~ tezi1 one ciò che rimarrà deU'Albania. In questo conttatto di do ut des è escluso àssolut~- mente. ogni concetto di _lotta,a .fondo pe·r uno sniem.,. bramento dell'Austria: « Tra i nostri fini di guérra - dirà l'on. Sonnino iil,25 ottobre .1917 alla Camerà - nòn ~ vi ·sono nè glì smen1bramenti di ~tati nçmici,. nè ca.m- · bia.menti degli altrui ordinam.enti interni)). Anzi l'Italia prende le sue precauzioni, appunto in vista del m_antenimento di una forte Austria: l'on. O·rlando, nella·'itJ.- tervista concessa al J outrnal des Débats del 24 apriile · t918, ha spie.gato_che « il trattato di ·Londra, -quando fu negoziato e ~onchiuso, riguardava un'Austria nemica, contro la quale era necessa;rio, per l'Italia, pren- . ' dere le tl)aggiori garenzie possibili >>; dunque l'Austri~ era destinata a rirn.an~re sempre abbastanza forte, se 1s l'Italia sentiva. la necessità di prendere le « maggiori · garenzie possibili ». Ma un· altro f ondamen,to della politic3r 'del Patto d~ .Londra è il divieto assoluto al sorgere di una J ugoslavia serbo-croata-slovena. Ed è naturale che sia così. Se l'Italia vuole occupare tanta parte dellé;tDalmazia continentale e delle isol~ prospicienti, deve impedire che ~orga al di là della ~uova frontiera uno Stato nazionale unitario, che contesterebbe subito .e con una ' ' forza rispettabi]e, il possesso italiano. L'Austria:, quando era nel Lon1hardo-Veneto~ non 'poteva non opporsi ad , ogni mo\jmento nazionale italiano: non altrimenti deve · Biblioteca Gino Bianco y
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