Gaetano Salvemini - Dal Patto di Londra alla Pace di Roma

- 188 -- / e speciai111,.en,t fra l' I tali.a e gli Stat.i U n.iti. Quale accecamento funesto' impedisce ai fedeli dell'on. Sonnino di vedere queste verità lampanti, di cui tutti ,parlano, e nei paesi nemici, e nei paesi alleati, e nei paesi neutrali? Forse un accordo diretto fra Italia e Serbia è dive- / ', nuto impossibile in conseguenza degli errori commessi da entrambe le parti in quattro anni di scempiaggini. Ma ciò non toglie ch:e l'Italia non debba riparare, non appena il buon senso riesca a penetrare in qualche modo alla Consulta, all'errore commesso nel I 9 I 5 ignorando la Serbia nelle trattative che condussero all'accordo di Londra. L'Itali~i deve cominciare dall'offrire un accordo << a base di equità )) alla Serbia, rappresentante morale di tutti gli slavi del sud, accordo che la Serbia non possa a << base di -equità)) rifiutare. Se l'accordo avviene, tanto meglio : no1,1resterà che invitare tutti gli altri alleati l a prt-r:iderne atto. Se la Serbia rifiuta allora l'Italia avrà acquistato il diritto di trattare, << sempre a base di equità)), non più con gli slavi, m'a << sul conto)) degli slavi con W ilson, ?.ppoggiata dalla 1 doverosa solidarietà dell'Inghilterra e della· Francia. A nessun patto, diciamo << a nessun patto)), l'Italia deve arrivare alla pace rivol- , tandosi nella polvere della strada coi nazionalisti slavi, quasi che nel mondo esistano solamente i formicai della l)almazia. Biblioteca ino Bianco

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