Gaetano Salvemini - Dal Patto di Londra alla Pace di Roma

I • I '• - 184 - non solamente dell'Italia, ma ç1n,chedella futura J ugoslavia, cli fronte alla Franicia e all'In_ghilterra da un lato, e all'Austria dall'altro. . . , Frattanto, come prova della sua buona volontà, il1 Governo italiano può dichiarare che non intende fate. nes1suna opposizione: alla costituzione dell'unità n.aziona1e-serbo-croata-slovena, e che a questo nuovo Stat: 7 .nazionale cederà· la I jburnia e la Dalmaz~a, purchè sit possibile intendersi. equam·ente con esso su tutto il prdblema adriatico con la mediazione amich.evole dei domunì alleati. E poichè la intesa Ital?-J ~goslava è pn·a necessità non solo per l'Italia e gli Slavi, ma a che per l'Inghilterra e ·1a Francia, e questi due paesi ono 1,egatiall'Italia dalla convenzione di Londra, nulla ieta che il Governo italiano chieda ai governi alleati/ equi compensi su altr:i campi per quella part~· di te;tritori adriatici .assegnatile dalla convenzione di Londfa, che aveni ualmente passer,ebbero alla Jugoslavia. Sblo nel I caso che ·una equa soluzione di _questi probl'emi . sia resa impossibile o dalla intrattabilità dégli S}~vi o da altri mot1vi indipendenti dalla buona volontà e dalla - I i buona fede dell'Italia, -_- solo in questo caso il Goyerno italiano riViendicherebbe integralmente i territori assegnatile dalla convenzione di Londra)). E nel numero del 27 luglio: « Il Patto di Londra, quel famc)so p·atto dell'aprile I 9 I 5, che è il ne var-ietur del ·nostro imperialismo... dei tre' alberi, quel Patto è niente, è peggio che niente una passività, se ci impuntiamo a volere vedere in esso un 1nenit di trattoria, dove sono tassativamente elencati tutti i piatti territoriali, che alleati e nemici debbono · Biblioteca· Gino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==