I• - 180 - denza dei polacchi e la libertà degli czeco-slovachi e degli jugoslavi, fu precisamente l'on. Sonnino, in per-. sona, ·a volere questa distinzione, contro il parere di Balfour e di Pichon. Non essendo stato. possibile venire ad _unaccbrdo completo, si convenne che la d~chiarazione collettiva ·anglo-franco-italiana sarebbe stata # quale l'on. Sonnino con la sua solita tenacia esigeva, ma i singoli governi alleati si riservavano piena libertà cli ulteriori di~hiarazioni esplicative. E fu così che, subito dopo il trionfo dell'on. Sonnino ,nel convegno di "fv ersaJlles, si sono avute le dichiarazioni francesi, ing1esi e americane, più radicali di quella formulata in comune nel convegno· di Y ersailles, mentre l'on. Son- • I • • • ' • nino cont1nuavc1:a tacere : e ·1nquesto caso non e vero che chi tace acconsente.; è vero solo che chi tace... non dice niente. Questi essendo i fatti, come può il Mussolini attribuire la politica dell'on. Sonninò ai collaboratori in ·sottordine dell'on. Sonnino? La tattica dello struzzo non è riuscita mai utile a ehi l'ha seguita. Nel caso attua.le essa consiste nel non voler vedere quello che sfonda gli occhi da ogni lato : che cioè l'on. Sonnino rimane sempre ancorato alle ·dichiarazioni dell'ottobre I 9 I 7 e del .; gennaio 19 I 8: egli non ha avuto mai e non intende avere mai nel SlJO programma di guerra una lotta a f G>ndoper la dissolt1zione dell'Austria nei suoi elementi I nazionali ; parlando degli Slavi del sud .adopera sempre J . . , .. , il plurale, te nazionalità Jugoslave, per indicare che a suo parere una nazione jugoslava al singolare non esiste, ma es.istono solamente serbi, cr,oati e sloveni, destinati a essere sempre cani e gatti; unicQ sentimento co- / Biblioteca Gino Bianco
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