• • ' ' I non perchè fossero del tutto insensibili alle correnti idea--_ listiche da cui era es·alta~o il nostro popolo; ma perchè le vecchie ahitudini 1nentali li conducevano a consid·e- , rare le con<]uiste territoriali come il solo cqmpenso ap- ,, prezzabile dei sacrifici, a cui sentivano che la nazione andava incontro. E in quest'errore ebber-o compagni tutti gli altri governanti dell'Intesa. f Anzi, quando si ron frontino ·materialmente i territori ~ assicurati dalla· ,convenzione di Londra all'Italia, con quelli che si erano assegnati per conto proprio l'Inghilterra, la Francia, la Russia è indiscutibilmente vero che le pretese del Governo italiano furono assai più' 1node- , rate di quelle di tutti gH altri alleati. Il nostro fu l'im- · ' peria1~smo dei tre alberi. mentre quello dei nostri alleati er~ l'imperialismo di latifondi. . Sot~mente l'imperialismo in grande stile degli ·alleé1iti · . si sfogava a spese dei nemici, le cui grida nessuno era tenuto a prendere in considerazione. Il rachitico imperia- . lismo nostrano~ invece, colpiva jugoslavi e greci, cioè popoli amici dei nostri alleati ; popoli piccoli- o in via di ' ' formazione a cui non potevano mancare le si1 mpatie degli sp,irlti generosi ; popoli forni ti di cultura eu.ropea, i cui , I 1 rappresentanti erano quindi in grado di diferrde·rsi contro di noi nella stampa e nei circoli ufficiosi e ufficiali dei paesi a noi alleati. Si aggiunga a questo difetto intrinseco della· convenzione di Londra, la circostanza estrinseca che il contenuto ·di essa fu noto fino dalla primavera del 19 I 6, e il testo intero è stato pubblicato nel-- , 1' 1 autunno del I 9 I 7 dai bolscevichi russi, che hanno fatto alla vecchi a diplomazia il pessimo servizio e all'umanità Biblioteca Gino Bianco
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