f -- 170 ~ bia.nop·osizione 'nel qua,dro gen.eraie dei problemi ~ella · pace;. e debbono essere presentati e risoluti da ora in poi in fu~zione del fine nuovo _generale, che la vittoria deve realizzare: la pace giusta e duràtura. La posizione dell'Italia Da questo· generale spost~mento di piani, l'Italia non ha nulla da perdere ed ha tutto da guadagnare. Dato, infatti, questo spostamento, ciascuna nazione -.- grande o piccola che sia-· nell'ora ·delle sistemazioni. definitive, tanto più avrà . diritto. di esigere e tanto più otter'rà, quanto lpiù avrà operato e sofferto, non per il suo ((sacro egoismo >> nudo e crudo; ma per promuovere il fine · universale umano della pace giusta e. 1duratura. A questo fine ·l'Italia ha operato più di qualunque altra nazione europea. Ha operato negativamente nell'agosto del 1914, rifi~tandosi, prima della battaglia della Marna, di partecipare all'aggressione tedesça contrq, la Francia, e impedendo così il trionfo immediato della Germania, mentre la 1Germania offriva, in premio -dellé!; si~ura vittoria al suo fianco, larghissimi acquisti territoriali in Europa e nelle colonie e minacciava rappresaglie mortali. Abbiamo operato ·positivamente, nella- primavera . ·- del 1915, it1:tervenendo nella guerra, proprio nell'ora della disfatta della Russia. Abbiamo continuato ad operare ~urante tutta la guerra, e persisteremo fino alla fine, profondendo le nostre ricchezze in misura relativamente maggiore dei nostri ,alleati, da.to il più basso livello della, nostra p:otenziaiità economica. Il solo Belgio, in Europa, può competere con noi per 1 il contributo ·· Biblioteca Gino BiaLico
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