,, - 166 - scarsa nelle organizzazioni tradizionali e ufficiali della democrazia. , Ma neanchè le, proteste della stessa democrazia. si allontanavano ·- dobbiamo ·riconoscerlo pe~ debito di lealtà - dal concetto fop.<lamentale, da cui erano .partjt.i ·i governanti e i diplo1natici : che cioè i compensi pei sacrifici della guerra non potessero essere che compensi territoriali. Solamente contro alcuni di questi com-· pensi << imperialisti )) si dirigevano le critiche. Le quali, dunque,, erano critiche di dettaglio a speciali particolari dei trattati; non erano una vera e propria lotta sistematica contro il metodo di pensiero nazionalista e contro, . tutta la concezione della guerra e della pace e dei rapporti internazionali, che trovava le sue colonne d'Ercole nello Stato nazionale, nellé .frontiere na:zvona:li .: nelle libertà nazionali secondo i democratici, neU'·ingrandimento nazionale secondo gli imperialisti. . · Da. quèl metodo di pensiero, da quella concezione della vita mondiale, derivavano logicamente e inevita- ~iltnente tanto il programma della Germania quanto i , programmi d~i singoli gc,ve·rni dell'Intesa. Solamente, la Germania aveva un programma francamente e coetentementé imperialista ; nei programmi delle singole nazioni dell'Intesa, .invece, si scontravano le correnti imperialiste, che volevano· parecchio di più, con le C<?rrenti den1ocratiche, le qu,ali si contentavano di parecchio I di meno .. I .Governi dell'Intesa usavano in pubblico un ling1;1aggiodemocratico, mentre· in segreto fornicavano imperialisticamente. Ma tutti si aggiravano nello- stesso ' ·circolo magico della ossessione territoriale e dello Stato nazionale. Ben pochi intravvedevano. che la soluzione di Biblioteca Gino Bianco
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