vicino nonostante le glorie e le vittorie che gli gravavano sulle· spalle quadre. I Presidenti dell'età eocènica si raffigurano negli scopettoni di Marcora, divi incatramati in f?rmule, tutti pesanti di autorità legale, tutti custoditi da distanze di seggi e protocolli. Poi vennero i Presidenti fascisti, credenti e ardenti, legati alla loro responsabilità senza slargo, eloquenti assertori della fede e prigionieri del mandato, diritti e senza tregue, soldati sempre (nel piccolo e nel grande): l'aula non fu più sorda egrigia; tuttavia fu priva di sorriso; fu in certo senso una piazza d'armi, però difficilmente si faceva zaino a terra; le leggi si approvavano coi pugni serrati alle tempie (esageriamo; ma · un po' di esagerazione non fa male ad alcuno). Con Ciano entrò una ventilata aria cameratesca, un certo menefreghismo di vecchio stampo squadrista, una presa gioviale dei problemi pesanti; la laboriosità si fece ìlare intima e giovane, il rego'.amento cominciò a essere un nobile in decadenza, glì olimpi presidenziaìi furono senza ponti levatoi, i volti si schiarirono tutti, certe risate omeriche fecero fremere gli affreschi di Sartorio: beh, si rimase per ore nell'aula, senza tendere i garretti fra le trincee innocue de il comma l'alinea e il capoverso. Il timone naturalmente stava in mani massicce, ma la lievità era ta'.e che si poteva straorzare senza rulli e beccheggi. Abolire il discorso a lungo metraggio, di quelli che prendono abbrivi novelli dall'acqua zuccherata di cui Montecitorio è sempre fastosamente prodigo. Ma abolirli press'a poco così, senza morte violenta: l'on. Fioretti esordisce: - Onorevoli Camerati, sarò breve, - e il Presidente: - Onorevole Fioretti, nori ci crèdono -; oppure, quando l'on. Trapani è accolto alla tribuna da un battimano di simpatia, il Presidenteavverte che l'oratore « non approfitterà della benevolenza con cui è stato accolto e sarà brevissimo », quindi Trapani, pur sanguigno esuberante e faCGndo, è costretto a fare eco: - Sarò brevissimo '-; oppure, quando Baraldi è lanciato, dopo un gagliardo discorso, in una perorazione ricca di sviluppi, e alcuno interrompe, il Presidente: - non interrompete, chè siamo arrivati-; oppure, quando Marchi vorrebbe fare l'analisi, « se l'ora non fosse tarda », il Presidente constata che Biblioteca Gino Bianco
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