titolo « Legge {ii mobilitazione della Nazione in guerra», contempla nettissimamente il caso della -mobilitazione femminile. Perchè vi è detto all'articolo 5 : « In caso di mobilitazione generale o parziale, tutti i cittadini, uomini e donne, sono obbligati a concorrere alla difesa morale e materiale della Nazione e. sono sottoposti ad una disciplina di guerra». Il discorso del Dute convince molti esitanti: il progetto di legge è approvato. Al Senato, la discussione si apre, il 17 novembre succ;essivo, con un discorso del sen. Loria, che difende la donna dal'.a definizione d' « uno· di quei gio.iellieridella parola che spuntano a dovizia. sulla terra di Franàa, il quale ha detto che la donna è un uomo cominciato ma non finito »; seguono i senatori Gallini, favorevole; Mosca, contr,;1rio; Marghieri, favorevole; Camer-ini, che si proclama << profondamente contrario »; Garofalo, eh 'è contrario in quota parte, in quanto vorrebbe la concessione limitata << alle donne intelligenti e indipendenti », e in questi sensi presenta un emendamento. A tutti risponde !'on. Federzoni, ministro dell'Interno, il qua:le afferma che la pregiudiziale dcli 'inferiorità generica della donna rispetto al'.'uomo sia ·surerata dalla realtà; segue e conclude il relatore, sen. D'Amelio, che in un lungo e motivato discorso, dimostra l'opportunità giuridica sociale e umana del progetto di legge. Anche il Senato approva. E non importa se la donna rìon abbia esercitato il voto concesso: ha_ sempre l'orgoglio di averne ottenuto il riconoscimento. Eva talvolta è soddisfatta anche di questo; di p_oco, di nulla: non sempre, s'intende; ma vi è anche la volta in cui il poco o il nùlla la dctèrmina. Da che cosa comincia la tragedia_di Anna Karenine? proprio da un'inezia: « mio marito è buono, mio marito è stimato da tutti; ma perchè ha le orecchie così grandi:? ». Da questo trascurabile connotato delle or~cchie, derivano le note sciagure coniugali. 439 1bltotecaGino Bianco
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