Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI una tenace ed appassionata difesa, sostenendo « la funzione rivoluzionaria della cooperazione» (14). Il dissidio tra il gruppo dirigente ravennate e i «mussoliniani » forlivesi appariva in tutta la sua evi~ denza e insanabile nella polemica che affiorava, appunto, nelle pagine della « Lotta di classe» e della « Romagna Socialista ». Di Mussolini, scriveva Umberto Bianchi ad Ugo Barni, « io sono uso a parlare col massimo rispetto e colla più grande ammirazione. Ciò non toglie che io non abbia il diritto di manifestare il mio - il nostro - vivace dissenso dalla sua concezione rivoluzionaria che giunge a sconfessare le Cooperative e a svalorizzare quella tattica operaia che a Ravenna seguono perfino gli anarchici! » (15); quanto « agli articoli cooperativistici (la lingua batte... )», rispondeva il Barni, « se si deve andare alla ricerca della responsabilità personale non vanno addebitati a Mussolini, ma non dubitiamo un momento che Mussolini, come noi, condivida ìl concetto della Balabanoff. Quanto poi a quella tattica che seguono persino gli anarchici, c'è un po' sospetta, appunto perchè la seguono anche gli anarchici. Non vorremmo cioe - ecco il nostro dubbio - che tutto questo affiatamento cooperativo fosse sorretto solo da egoismo utilitario; se così fosse bisognerebbe reagire, tenere sempre alto il tono socialista, con iniezioni di idealismo sano e pugnace. Ed i congressi nazionali ed internazionali, caro Bianchi, hanno sempre proclamato che questa idealità è la spina dorsale del partito, la cooperazione un accessorio alla pratica quotidiana» (16). Una spaccatura di fondo, -dunque, tra la Federazione forlivese e quella ravennate, spaccatura che ci aiuta a comprendere il socialismo di Nullo nel suo contesto, a meglio delinearne la fisionomia e la peculiarità, la sua contrapposizione di « rivoluzionario-riformista » a quella di «rivoluzionario-rivoluzionario». Ravenna diventava una roccaforte del riformismo turatiano e solidale con il grande riformista milanese nella lotta contro il massimalismo. Se, infatti, Mussolini esalta « l'anima religiosa del Partito» contro il « pragma- (14) « La Romagna Socialista>, 21 dicembre 1912, Il valore dell'azione cooperativa; 21 maggio 1913, Socialismo e cooperazione. (15) « La lotta di classe>, 30 agosto 1913, Polemica. (16) « La Lotta di clase >, 30 agosto 1913, art. cù.; 23 agosto 1913, La gatta frettolosa.

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