86 ALDO BERSELLI una maggiore produzione ed a creare condizioni favorevoli all'industria. Per effetto della guerra libica anche le modifiche votate i cui progetti sono pronti non potranno eseguirsi per le difficoltà del finanziamento: come si è potuto provvedere con un bilancio che presentava un avanzo di soli 14 milioni, ad una spesa per la guerra che si confessa ora in un mezzo miliardo, ma che aumenterà ancora e molto per rifornire tutto quanto il materiale disperso, così il Governo ha il dovere di provvedere con mezzi straordinari, con un prestito nazionale a tutti i lavori che occorrono, per valorizzare le ricchezze inutilizzate d'Italia. « Il giorno che in Parlamento», ccnclude, « sarà presentata la legge che dovrà regolare e sistemare la spesa fatta e quella da farsi per l'impresa Libica il proletariato a mezzo dei suoi deputati dovrà presentare il progetto per la redenzione delle terre e alla utilizzazione delle forze naturali d'Italia. I difensori delle finanze d'Italia grideranno contro la proposta che a loro pensare sarà causa di discredito per l'Italia, ma il proletariato risponderà che discredito è creare dei debiti per spese pazze e infruttuose, non già per opere çhe aumentino la prosperità e la ricchezza di un paese ». Al termine del congresso, in aggiunta all'o.d.g. di Nullo, fu votato un o.d.g. sottoscritto da Dugoni, Amat~is, Mastracchi, Giovannetti, Bombacci, nel quale si deliberava di « predisporre un largo progetto di legge per contrarre un prestito nazionale onde dare mano con sollecitudine ai lavori pubblici intesi a facilitare lo sviluppo della agricoltura, dell'industria e dei commerci>>; tale progetto doveva essere presen~ato il giorno stesso nel quale sarebbero stati chiesti « nuovi stanziamenti pei: prov_vedere alle pazze spese della guerra di Libia >>( 1 .3). _ Dopo· la -vittoria di Mussolini a Reggio Emilia, l'atteggiamento del Partito era cambiato. Nel 1913, l'« Avanti!», direttore Mussolini stesso, spalleggiato dalla « Lotta di classe >>di Forlì, animatrice Angelica Balabanoff, svolgeva una forte campagna contro la cooperazione. La « Romagna Socialista», si dedicava, per l'opposto, ad (13) « La Romagna Socialista», :26 ottobre 1912, Il Congresso nazionale contro la disoccupazione. V. anche NuLLO BALDI!'-11, I diritti del lavoro cooperativo. Discorso tenuto al Congresso Nazionale delle Cooperative di Lavoro e agricole, Bologna 1913.
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