Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI 85 Seguire Nullo in questa sua opera è un'impresa difficile tanto essa è vasta ininterrotta, via via più energica e più matura. Sempre nel campo della disoccupazione egli tende ormai ad ottenere provvedimenti di carattere generale, razionali e di efficacia continuativa. Nel V congresso contro la disoccupazione (Bologna, ottobre 1912) che egli domina con la sua relazione, esamina, alla luce di dettagliati dati statistici, le condizioni demografiche, di suolo e di produzione in Italia, poichè solo questa analisi e le cifre che da essa scaturiscono, possono, a suo avviso, dare la direttiva della •ricercae nell'indicazione del rimedio. L'Italia attraversava un momento di crisi economica che generava un rincrudimento della disoccupazione nella categoria di lavoratori della terra (rappresentante il 40 % di tutta la popolazione italiana), ripercuotendosi su altre categorie (muratori, fabbri, falegnami, ecc.). La crisi, conseguenza anche della notevole immobilizazzione di capitali nella creazione di nuovi opifici e di nuove industrie, aveva assunto un carattere acuto a causa della guerra libica e colpiva le industrie tessili che vedevano chiusi gli sbocchi della Turchia e di altri paesi d'Oriente dove si esportavano tessuti per un importo di circa 90 milioni. Ora, di fronte alla gravità di questo male, afferma Nullo, bisogna saper ottenere « un rimedio energico e duraturo proporzionato », un rimedio che metta in valore le grandi ricchezze inutilizzate del nostro paese; bisogna restaurare una palitica dei lavori pubblici che trasformi rapidamente i terreni paludosi, che provveda senza ritardi all'esecuzione dei lavori ferroviarii, alla sistemazione dei porti, allo sfruttamento delle energie idroelettriche, alla navigazione interna, alla viabilità specialmente nei luoghi montuosi, alla applicazione delle norme igieniche, cioè alla costruzione di acquedotti, <li scuole, di case popolari, di case coloniche. « Solo dalla sua terra, dalle sue acque, solo dal suo sole può l'Italia trarre le fonti della sua ricchezza - e il vero e più grande patriottismo sta nel richiedere che sia redenta la Libia che abbiamo in Italia». La palitica dei lavori pubblici, egli continua, ha sempre seguito la tattica dei provvedimenti a spizzico, rendendo inoltre lenta la esecuzione. di queste benefiche opere che sole potevano veramente contribuire ad bliografìa ivi citata, in « Emilia ~, A.I. Nuova Serie (1953), fase. febbraio, pp. 428-432.

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