Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDI~! paesi, trasformazione dei braccianti in coloni assumenti terreni in affitto, in enfiteusi, in affittanze collettive (9). Il tema della cooperazione integrale egli sviluppava di nuovo un mese dopo circa, al congresso dei braccianti, riaffermando la necessità di estendere la lotta anche nel campo del consumo, « ma sempre con caratteri di classe», perchè la borghesia quando è battuta nel campo del lavoro se ne rivale nel campo del consumo. Era però consapevole che mancava qui il terreno adatto per le cooperative di consumo e che quindi bisognava andare cauti nel crearle perchè il fallimento sarebbe stato un passo indietro nelle conquiste: tuttavia bisognava educare le coscienze, prepararle attraverso la scuola della cooperazione, che è scuola di altruismo, per poter arrivare così a far sparire le ingiustizie secolari mettendo nelle stesse mani consumo e lavoro (IO). Su questi concetti egli insisteva anche nel IV congresso nazionale dei lavoratori della terra (febbraio 19II) ove riaffermava che l'obiettivo della organizzazione proletaria era l'eliminazione dal campo del lavoro e del consumo di ogni elemento intermediario inutile e parassitario, e che a tal fine uno degli strumenti più efficaci era sempre la cooperazione; esortava le organizzazioni a rivolgere ogni cura alla duplice iscrizione dei lavoratori nelle leghe e nelle cooperative; ribadiva la necessità: a) di integrare le varie forme di organizzazione (consumo, produzione, lavoro) e di coordinarle con l'azione di resistenza della quale devono essere - volta per volta - lo sprone, l' ausilio e lo sbocco; b) di tradurre in concreti provvedimenti queste affermazioni di principio stringendo sempre più - localmente e nazionalmente -- i vincoli tra gli organismi di resistenza (Federazioni regionali e provinciali, Comere del lavoro e Leghe) e gli organismi di cooperazione, facendo sì che parte degli utili - riscattandosi dal pericolo di alimentare le piccole cupidigie dell'egoismo individualistivo e gli istituti conservatori del cooperativismo - andasse devolta (9) Egli riteneva fosse necessario raccogliere materiale per la compilazione di un progetto di legge sulle affittanze collettive. Anche questa idea era maturata da tempo (v. la sua relazione in Le affittanze collettive. Studi. Discussioni. Voti. Proposte, Ravenna 1904). (rn) « La Romagna Socialista», 26 febbraio 1910, Il Congresso dei braccianti.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==