PROFILO DI NULLO BALDINI 8t tegrata con le affittanze collettive e con una ordinata disciplina dei lavori pubblici, poteva « colpire al cuore le cause della disoccupazione». Si intendeva, infine, protestare contro il Governo che aveva vivacchiato senza previdenza e senza ordine in un atteggiamento di incoscienza e di impotenza, considerando il problema della disoccupazione un problema di polizia: la contraddizione beffarda e umiliante tra la miseria che chiede lavoro e passa le frontiere in cerca di pane, e le paludi malariche che cercano la redenzione al braccio dell'uomo, doveva ormai diventare un ricordo d'altri tempi. C'era in sintesi tutto il programma di Nullo: non a caso il « grande congresso» si tenne a Ravenna (7) e Nullo ne fu il protagonista. Dati statistici governativi alla mano, Nullo mise in luce la gravità della disoccupazione e chiarì il suo programma: « La lotta della resistenza coli'elevamento dei salari si frange contro le stesse necessità dell'industria», disse. « La resistenza è la scuola elementare del1' organizzazione, non può dare dei risultati buoni che fino ad un certo punto, al di là del quale essa diventa impotente. Bisogna che la resistenza sia integrata da altre forme più moderne: la Cooperazione integrale senza la quale i vantaggi della resistenza sono frustrati dal rincaro dei consumi. È la politica del consumo che noi dobbiamo fare, confessando che qui in Romagna, nel ferrarese, nel forlivese ben poco anzi nulla si è fatto per la cooperazione di consumo. Si sono sviluppate le cooperative di lavoro, ma solo pei lavori pubblici perchè facile era il compito; ma nel campo grande del lavoro della produzione poco si è fatto». Insistendo poi anche sull'emigrazione interna, ribadì la necessità che venisse realizzato il progetto Pantano ed illustrò ancora il suo concetto di colonie volanti di lavoratori nelle opere di bonifica e di emigrazione interna. La sue parole e la lunga relazione che egli presentava con l'ingegner Evangelisti riflettevano bene l'esperienza maturata ad Ostia e nelle altre iniziative di migrazione interna, contro la quale, egli disse, nessuna voce di protesta era venuta dalle provincie meridionali « se non quella del Nitti che si trova d'accordo con la protesta (7) « La Romagna Socialista~, 29 gennaio 1910, Il Congresso della disoccupazione; 5 febbraio 1910, Contro la disoccupazione. Il grande Congresso di Ravenna. 6
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