80 ALDO BERSELLI zioni » (3). :È chiaro il fine al quale mirava Nullo: un colpo di spugna su quanto era avvenuto e la determinazione di un criterio ben chiaro di carattere generale per il futuro. Venne votato invece l'o.d.g. del ~icciardi, che evitava una presa di posizione precisa sulla questione e la determinazione di una norma generale di condo.tta: esso, infatti, respingeva le dimissioni e chiedeva che si stabilissero « norme di procedura che valgano ad evitare per il fui:uro il ripetersi di simili incidenti» (4). Si trattava insomma, per il Ricciardi, solo di una questione di procedura: il problema di fondo restava in ombra o comunque non veniva risolto nel senso auspicato da Nullo, che restò sempre coerente in questa sua concezione dei rapporti tra l'organizzazione economica e i partiti (partito socialista compreso), dando vita così ad nu nuovo motivo di frattura con la parte rivoluzionaria, «mussoliniana», della base socialista ravennate negli anni immediatamente successivi (s). Per il suo equilibrio e per le sue capacità di realizzatore, Nullo, su proposta del Consiglio Superiore Nazionale dei lavoratori della Terra e quale suo rappresentante, veniva nominato membro del Consiglio Superiore del lavoro per il triennio 1910-12, suscitando la reazione degli agrari che ritennero tale nomina un dono fatto dal Luzzatti alla Federazione o ai lavoratori della Terra (6). Ma. è la lotta contro la disoccupazione il terreno sul quale Nullo ama battersi. Un momento culminante è rappresentato dal congresso di Ravenna del gennaio 1910 con il quale si intende riproporre a1 l Governo l'urgenza di un vasto piano di bonifica in Sardegna e nel1'Itàlia meridionale, urgenza co!}statata ormai da numerose inchieste, comnt-issioni di studio e relazioni ufficiali. Si intendeva anche riaffermare· dle soltanto l'emigrazione interna di «colonne» dalle zone a· popolazione abbondante a quelle spopolate, emigrazione in- (3) « La Romagna Socialista >, 18 dicembre 1909, Dopo il convegno di Reggio. (4) La Confederazione Generale del Lavoro, cit., p. 106. (5) Mussolini, come è noto, rimprovererà alle organizzazioni economiche di aver ucciso il sentimento rivoluzionario del proletariato (R. DE FELICE, Mussolini il rivoluzionario, z883-z920, Torino 1965, p. 12 e ss.). (6) e: La Romagna Socialista>, 22 gennaio 1910, Se le rane avessero i denti.
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