Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI 77 dei rossi fu completa», scrive Nullo, « e la loro Camera di Lavoro dovè sostenere le ingenti spese dei processi che altrimenti avrebbero dovuto pagare i contadini i quali avevano resistito alle pretese padronali. Questa completa sconfitta fu dovuta a una irragionevole intransigenza la quale sboccava fatalmente nella formula, cara ai rivoluzionari a parole, del tutto o niente, formula che nel ravennate era stata causa di un'altra sconfitta quando, una decina d'anni avanti l'agitazione per la trebbiatura, gli operai anche allora mal consigliati rifiutarono l'esecuzione di quei lavori nei quali non era possibile occupare tutti i disoccupati e si opponevano all'appl1icazione di turni di lavoro come consigliavano i cosidetti pompieri ai quali mi onoravo di appartenere» (14). iÈ questa la vera posi21ionetenuta dal Baldini nella questione? È presente nelle suo note autobiografiche una prospettiva polemica attuale che si proietta nel passato? Occorre forse non dimenticare che, come nessun altro, Nullo poneva sempre in primo piano la vita e gli interessi delle cooperative: il conflitto comunque non poteva non indebolire - ed in effetti indebolì - lo sviluppo della Federazione; e questo per lui non poteva non essere un dato negativo, grandemente negativo. D'altra parte è da considerare che le elezioni politiche del 1909 avevano già aperto fra lui e i repubblicani una frattura. La tattica dell'unità dei partiti popolari dimostrava di essere ormai superata e in via di logoramento. Era nella logica delle cose. « Il dissenso fra socialisti e repubblicani », egli scrive, « si manifestò man mano che il Partito Socialista prendeva sviluppo e si acuì quando i socialisti, i quali capeggiavano le Leghe e le Cooperative da essi organizzate, diventati numerosi nel 2° collegio elettorale sostituirono i repubblicani o i loro simpatizzanti in alcune amministrazioni comunali. Scoppiò clamoroso per la contesa sulla trebbiatura di cui ho parlato più sopra. Personalmente, pur non giustificandola, la divisione non mi recò grande meravigl.ia. Un partito che nella vita della nostra Regione aveva avuto per tanti anni una influenza incontrastata non poteva restare impassibile davanti a un altro partito che minacciava di soppiantarlo. Composto in grande maggioranza di eser- (14) Dattiloscritto Utili, p. 7.

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