74 ALDO BERSELLI piuto (6). Resta invero il fatto che, non essendo possibile in quel momento realizzare il suo programma della proprietà ad un ente collettivo, Nullo fu tratto a difendere i diritti della cooperazione bracciantile contro i mezzadri. E fu questo un errore, anche se com: prensibile, per il quale si imputò a Nullo quella mancanza di visione unitaria della lotta di emancipazione proletaria, visione unitaria che effetti non era propriamente assente nell'esposizione che egli fece della questione allorchè gli fu dato di porla nei suoi veri termini. Certo, non furono solo Nullo, Mazzoni e la « Romagna Socialista» a trascinare la questione fuori dal suo binario e ad esasperarla. Ci furono anche responsabilità da parte dei repubblicani che non cercarono l'accordo. . La questione delle trebbiatrici coinvolgeva un'altissima questione ?i principio. Nullo si preoccupò sempre di chiarire i termini di una situazione che interessi contrastanti ed interventi di interessi estranei complicavano ed esasperavano. Alcuni, egli dice ad Alfonsine, incitano i contadini ad insistere nel loro diritto assoluto al possesso delle mac~hine, perchè, essi dicono, perdute queste, si arriverebbe alla aboliziol).edella mezzadria; si tratta, •chiariva, di « una menzogna » . e di « una gesuiteria », il principio valido essendo questo: la proprietà alla collettività, l'uso e il guadagno a chi la esercisce. Principio che era già noto, ma che egli non si peritava di ripetere e chiarire: « La proprietà alla collettività è remora ad ogni esagerazione di categoria, difesa integrale dei diritti di tutti: tutori di tale difesa le Federazioni, le Camere del Lavoro, i Segretariati Economici che raccolgono assieme coloni, macchinisti, paglierini, braccianti. Le cooperative di ~~coloni per l'acquisto delle macchine non sarebbero che cooperative-padronali, ammesse dalla legge, ma negazione di ogni principio di cooperazione di classe. Le cooperative padronali affermano il possesso, ma stabiliscono lo sfruttamento. Le cooperative miste ·sono un equivoco in quanto accomunano chi lavora e produce e chi guadagna senza produrre, e d'altra parte non garantiscono nessuna parte da possibili attriti, sopraffazioni, esagerazioni di categoria. I contadini debbono persuadersi che se è pur vero che essi de- (6) A. GRAZIADEI, Memorie di trent'anni ( 1890-1920), Roma 1950, p. 97.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==