Nullo Baldini nella storia della cooperazione

72 ALDO BERSELLI tuire la mezzadria, forma di contratto socialmente arretrata e conservatrice in quanto teneva avvinti gli interessi dei proprietari a quelli dei contadini, éd ostacolava sempre la lotta di conquista dei lavora;- tori avventizi della terra (1). Quando Nullo esponeva questo suo programma che doveva vedere braccianti e contadini uniti nella lotta per la fine della mezzadria, si era alla vigilia dell'apertura di un grave contrasto fra braccianti e contadini: quello delle trebbiatrici. La questione è nota nei suoi termini e nel suo sviluppo (2): noi ci limitiamo ad esaminare, in breve, l'opera di Nullo in merito. Egli sostenne « nelle riunioni, ·sulla stampa pubblica e in interviste la tesi che, la trebbiatrice servendo a perfezionare un prodotto di consumo generale, l'esercizio affidato ad una sola categoria di lavoratori poteva dar luogo ad un abuso da parte di questa a danno dei contadini e dei consumatori, e che pertanto l'esercizio doveva essere affidato a Cooperative o Consorzi di Cooperative amministrate dai rappresentanti dei meccanici, bràccianti, contadini e consumatori». << Questa mia tesi», continua Nullq, « si informava al principio socialista che cioè mezzi di produzione e di consumo devono essere in mano della collettività » (3). Vediamo ora taluni momenti particolari nell'ambito di questa sìntesi generale da lui stesso tracciata. Quando il 24 ottobre del 1909 si riunisce a Bologna il Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale dei Lavoratori della Terra - e vi si discute ovviamente della questione delle trebbiatrici - Zirardini. in un o.d.g. firmato anche da Bubani di Faenza, afferma « la necessità che la gestione delle macchine sia affidata ai lavoratori che fanno Juttzionare le macchine stesse, sulla base però di creare un capifale collettivo in parte inalienabile ed in parte destinato (dopo il prelievo del dovuto compenso ai lavoratori delle spese e delle (1) « La Romagna Socialista», IO aprile 1909, Una conferenza di Nullo Baldini sulla Cooperazione agricola. (2) La questione sarà approfondita in questo stesso volume nei saggi di A. Bertondini e S. Nardi, ai quali pertanto rinviamo il lettore. Per uno sguardo generale dei rapporti fra coloni e braccianti e per la questione delle trebbiatrici v. anche L. Prum, Le lotte agrarie nella Val Padana, Torino 1955, pp. 252-255 ~ pp. 255-263. (3) Dattiloscritto Utili, p. 5.

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