Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALDO BERSELLI vare le dimissioni direzionali deve chiaramente esporre qual valore abbia, in confronto di coloro che « nell'interesse del proletariato sono favorevoli· alla partecipazione al potere quando il Partito lo deliberi», l'o.d.g. Lerda votato al Congresso nazionale. Dopo brevissima discussione (il congresso si aprì e si chiuse nella mattinata) venne votato all'unanimità un o.d.g., che voleva essere di « entusiastica unità», nel quale si respingevano le dimissioni della Direzione, in considerazione del fatto che in Romagna il partito socialista si era sempre trovato unito « sul vasto quotidiano campo del lavoro e delle lotte », e in vista « delle necessità del partito, sempre presenti e manifeste, e delle prossime elezioni generali a suffragio grandemente allargato». Ci fu un tentativo di mantenere inserito nell'o.d.g. un inciso nel quale, in sostanza, si attribuiva al Congresso di Reggio Emilia il merito di aver ricondotto il Partito nella sua vera direttiva socialista, ma esso cadde senza resistenza di fronte all'opposizione di Nullo che ancora una volta aveva dominato il Congresso, rimaneva nella Direzione e nel Consiglio di amministrazione del settimanale socialista(34), rimaneva cioè la figura dominante e il candidato per il prossimo cimento politico elettorale. Il Congresso di Reggio Emilia e le successive vicende del Partito Socialista non modificarono, fino al dopoguerra, la situazione della Federazione socialista ravennate: in quel momento, poi, la ribellione delle sezioni in sede di congresso nazionale si era placata ed era addirittura svanita in sede di congresso locale! (35) (34) « La Romagna Socialista>, 24 agosto 1912, Il Congresso federale di domenica scorsa. (35) Per un quadro più generale dei problemi trattati nel presente capitolo v. L. VALIANr, op. cit., pp. 402-412.

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