PROFILO DI NULLO BALDINI già latente, andava via via allargandosi e, a mano a mano che ci si avvicinava al Congresso nazionale di Reggio Emilia, il gruppo egemonico riformista si trovava isolato, o meglio abbandonato. Le sezioni federali ravennati, infatti, nelle discussioni precongressuali sostennero con vivacità l'o.d.g. Lerda, esprimendo così chiaramente la loro sfiducia nella « via al socialismo » seguita e propugnata da Nullo, Caletti ed altri. A Reggio Emilia votarono per l'o.d.g. Lerda, confermando così di sconfessare i « metodi di azione socialista » consigliati e tradotd nell'azione dalla Direzione federale ravennate. In seguito a questo voto, Nullo, Caletti ed altri, « compiendo un atto scrupoloso di moralità socialista », si dimisero dalla Direzione con una lettera alle sezioni. In essa si diceva: « Qui, dove contro l'azione di classe del proletariato urge il blocco palese o larvato delle forze conservatrici e dove la divisione proletaria rende più difficile la lotta di classe, mai si affacciò discussione di tendenza, poichè i criteri teorici, materiandosi nella battaglia quotidiana, convergevano secondo una linea segnata dalle necessità del momento, illuminata sempre dalla fede socialista. E l'azione fu riformista o rivoluzionaria, o l'una e l'altra insieme, come imponevano le vicende e la fortuna della battaglia. Fu soprattutto socialista, senza preconcetti di metodo. Così si arrivò ai mezzi rivoluzionari sul campo della re- ~stenza; come si affermò nelle molteplici forme di operosità cooperativa; come non disdegnò accordare consenso esplicito e collaborazione di uomini ad organi dello Stato (Consiglio superiore del Lavoro, Commissioni centrali, ecc.) dove si studiano e si formulano le leggi di carattere sociale». L'ordine di idee prevalente al Con• gresso di Reggio Emilia, continuava la lettera, suffragato dalla preponderante maggioranza pure dei voti delle sezioni, sembrava tendere ad escludere dai metodi di lotta socialista qualcuna di quelle forme di attività finora fedelmente praticate dal gruppo dirigente il quale, pertanto, si dimetteva e convocava il congresso delle sezioni locali (33). Nel congresso federale tenuto subito dopo (agosto 1912) Nullo poneva l'aut aut: il congresso, egli disse, nel respingere od appro- (33) « La }{assegna Socialista», 27 luglio 1912, Cronaca del Partito. Le dimissioni della maggioranza della Dù·ezione Federale.
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