LUIGI DAL PANE giorno per giorno, un nuovo mondo morale. Quando nelle cooperative penetrano i .motivi della speculazione e del privilegio, si torna indietro, invece di progredire. Luigi Einaudi, da presidente della Re-. pubblica, recò ad alcuni grandi cooperatori l'ossequio della sua amm1raz1one. Noi vogliamo ricordar~ qui un vecchio cooperatore faentino, che ci fu caro, Ugo Bubani. Era nato da famiglia agiata e morì povero. Noi crediamo che le grandi ascese sociali non possano ottenersi senza sommi sacrifici. Abbiamo detto che i fautori dei sistemi intermedi di economia assegnano alla cooperazione un posto marginale, all'inizio e alla fine dei processi economici. Le esperienze, cui è legato il nome del Baldini, ci richiamano anche alla zona centrale, proprio là dove si sono compiuti vasti fatti di proletarizzazione. Un socialismo, che voglia serbare in vita la libertà della persona, un socialismo, che voglia costruire dal basso, un socialismo, che non intenda annullarsi nella statolatria, non può non guardare all'esperienza cooperativistica con tutto l'impegno che comporta un fatto di profondo insostituibile significato. per i collettivi agricoli, ATHOS BELLETTINI, Su alcune forme di organizzazione dei braccianti nel Ravennate, in « Le campagne emiliane nell'epoca moderna. Saggi e testimonianze a cura di Renato Zangheri ~, Milano, Feltrinelli, 1957, pp. 429-443.
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