LUIGI DAL PANE le formulazioni teoriche, che si sono avute dopo il saggio del Pantaleoni non si sonò allontanate granché dalla linea da lui tracciata. Non sono mancati tuttavia tentativi, più o meno riusciti, di adattare la teoria ad un sistema di economia mista, come quello corporativo e come quello che oggi si sta tentando. Ma questi adattamenti, appunto perchè tali, non hanno negato, anzi hanno esplicitamente riconosciuta la base teorica offerta loro dal modello del Pantaleoni. Dal punto di vista della scienza economica e della sociologia non sarebbe stato inutile costruire, in via puramente astratta, un modello teorico che partisse dalle strutture delle cooperative agricole di lavoro, cui il Baldini diede così alto impulso creatore, e pos_tulando la scompa,rsa dei settori capitalistico e precapitalistico con la riduzione del settore pubblico a funzioni limitate, in ogni caso non coercitive e preponderanti nella vita economica. La cosa è certo possibile, come fu possibile al Barone costruire un modello teorico della economia socialistica. L'esperienza storica degli ultimi decenni si muove tuttavia su altri binari: in alcuni paesi le cooperative si inseriscono in un piano economico costruito dall'alto sotto l'impero della volontà e dei disegni dello Stato, che comprimono l'iniziativa dei singoli; in altri esse vengono sviluppandosi e fiorendo ai margini dell'economia capitalistica. È sostanzialmente quest'ultimo l'ìdeale che si è fatto strada in Italia ai nostri giorni. Le cooperative, secondo la dottrina prevalente, hanno un carattere complementare nel quadro di un'economia mista e vengono- inserite nel quadro dell'economia di mercato. Ma ìa condiziooe essenziale per la loro esistenza diventa quella di essere competitive e di non giovarsi degli aiuti statali per costìtuire delle condizioni di monopolio e di privilegio. Di fronte a questa posizione degli economisti che sono ancora attaccati ai principi fondamentali dell'economia di mercato si è fatta strada un'altra concezione, che assegna alla cooperazione la funzione di mantenere in vita, attraverso i favori e la protezione statale, le forme antiquate dell'economia pre-capitalistica. Si tratta della resurrezione di quella forma di socialismo che il Marx chiamava piccoloborghese. Alla sopravvivenza della proprietà coltivatrice, dell'artigianato e delle piccole imprese in genere si attribuisce la funzione di salvare la libertà della persona umana. Le piccole unità economiche han-
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