XL CONTRIBUTI RECENTI ALLA DOTTRINA E ALLA TEORIA DELLA COOPERAZIONE Le linee fondamentali del cont•ributo arrecato dagli economisti italiani alla teoria della cooperazione emergono ormai dalla analisi che abbiamo compiuta. Non ci sembra perciò necessario indugiarci a spigolare nei più recenti trattati e nei corsi di lezioni gli accenni alla cooperazione. Vogliamo tuttavia aggiungere la definizione, cui G. Capodaglio è giunto in base ad una analisi accurata del fatto: le cooperative sono « imprese di carattere associativo dirette a far partecipare all'alea della produzione, e quindi al profitto, alcune categorie di soggetti che altrimenti ne sarebbero escluse» (1). Crediamo poi utile soffermarci brevemente sul pensiero di Giovanni Demaria. Egli non ha trattato espressamente in forma autonoma l'argomento della cooperazione, ma ne ha discorso in diverse opere. Egli si dimostra estremamente scettico circa l'impostazione e le possibili implicazioni pratiche dei tentativi di cooperazione fatti in Italia, sia da parte deila base dei vari settori economici che in tema di cooperazione internazionale monetaria o nei riguardi dello sviluppo delle aree depresse, se non vi sarà una evoluzione nella consapevolezza del bisogno di cooperazione e negli schemi operativi ad evitare i rendimenti decrescenti con una troppo elevata dimensione, e anche dal lato del controllo da parte dei socialisti e dei semi-socialisti che raggruppandosi nelle cooperative perseguono, a suo parere, quasi sempre un interesse egoistico indiretto. La riscoperta del fenomeno cooperativo avutasi in passato non (1) GIULIO C... PODAGLIO, Aspetti dell'impresa in generale e di quella cooperativa in particolare, in « La rivista della cooperazione», giugno 1961; Aspects de l'entreprise en générale et de l'entreprise coopérative en particulier, in « Mediterranea », octobre-décembre 1965.
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