COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 747 lavoro fra tutti gli operai ed impedendo così il formarsi di una classe di operai oziosi, a cui sarebbe stato impossibile il ritorno alla antica vita agricola». Concludendo, l'Einaudi rilevava « risultati mirabili e splendidi>> per la cooperazione, alla quale riconosceva pienamente i benefici effetti per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori, citando ad esempio la razionale distribuzione del lavoro fra gli operai e l'incentivo alla solidarietà fra tutti i lavoratori a giornata appartenenti anche a regioni diverse fra di loro. A circa sessant"anni di distanza l'Einaudi metteva le cooperative fra quelli, che chiamava gli scatoloni vuoti. Questo scatolone si poteva, a suo giudizio, riempire, ma << di fede, di sacrificio, di entusiasmo da parte di taluni apostoli; che in passato si chiamarono Prampolini, Buffali, Morandi, Baldini, Massarenti », alcuni dei quali egli aveva conosciuto ed amato. « Ma quel vuoto - soggiungeva - non si riempie di circolari, di regolamenti, di commissari governativi, di delegati sindacali o simili carrieristi» (9). Arrigo Serpieri (1877-1960) si è occupato della cooperazione in diversi scritti, specie dal punto di vista descrittivo e politico(ro). Nelle sue Lezioni di Economia e Politica agraria (1938)(11), egli ha trattato il problema in linea teorica e in linea pratica. Sotto il primo aspetto egli considera la cooperativa come un'impresa economica privata, non individuale ma sociale, consensualmente istituita. Passando a determinarne i caratteri specifici, egli contrappone la tesi del Pantaleoni e del Lorenzoni che non riconoscono nessuna specifica nota differenziale alla (9ì L. E1t-AUDI, Prediche inutili, Torino, Einaudi, 1959. Cfr. anche: L. ElNAuo1, Le lotte del lavoro, Torino, Gobetti, 1924. Per l'atteggiamento deìl"Einaudi nei confronti del movimento operaio cfr. in << Critica Sociale» del 1°-16 dicembre 1911, p. 369. (ro) A. SERPIERI, Le affittanze collettive e la disoccupazione nell'agricoltura, in « Giornale degli economisti», agosto 1906; Les sociétés coopératives de fermage dans l'agriculture, IIIème Assemblée Confédérale Internationale des Sociétés coopératiYes agricoles, Baden 1912; A. SERPIERI e G. MAMI, Le affitt~nze collettive in Italia e in particolare quelle dei braccianti, Istituto Internazwnale di Agricoltura, « Bollettino delle istituzioni economiche e sociali >, n. 9 e 11 , Roma; A. SERPIERI, La guerra e le classi sociali in Italia, Bari, La terza, 1950. (II) Firenze, Barbéra, 1938.
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