Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LUIGI DAL PANE dove più impera la grande proprietà rurale e dove abitano torme di operai agricoli avulsi da ogni legame tenace e costante con la terra da essi lavorata. Le maggiori e più resistenti cooperative di braccianti. si annoverano neìl'Emilia e nel Veneto, in cui più vivo ed acuto è il dissidio tra i coltivatori ed i proprietari della terra, e per la Lombardia, nel Mantovano e nel Cremonese, dove non è spenta ancora l'eco dei memorabili scioperi agrari. La crisi agraria, la quale va lentamente corrodendo le forze più vitali dell'Italia, ha avuto anche il suo contraccolpo nelle condizioni dei lavoratori della terra. La concentrazione della possidenza fondiaria, progredente fatalmente dove la coltura cerealicola od irrigua esige largo impiego di capitali, ha contribuito al sorgere di una nomade schiera di proletari agricoli, i quali non altro possiedono che le proprie braccia, esatta riproduzione delle agricultural gangs dell'Inghilterra. È naturale che dirimpetto alla concentrazione della grande proprietà terriera si sviluppasse una organizzazione salda della classe operaia; e si ebbero le società di resistenza e le agitazioni dei braccianti per ottenere un saggio di mercede più alto. Ben presto però si accorsero gli operai che a poco giovava la lotta contro la possidenza fondiaria, stremata dal ribasso dei prezzi e dall'aumento delle tasse; e con le cooperative di lavoro si intese a rivolgere a beneficio della gente lavoratrice i guadagni che affluivano prima dispersi in mille numerosi rigagnoli, agli intermediari, ai cottimisti di lavori agricoli. Né il movim~nto si fermò a tal punto; ma si estese contro gli appaltatori di opere pubbliche governative, provinciali e comunali, contro quella classe di pers~ne che più di ogni altrà forse ha saputo giovarsi della grande febbre ferroviaria, stradale ed edilizia, onde fu colpita l'Italia, al tempo della cosiddetta finanza allegra. L'eliminazione dell'appaltatore, mentre non ha portato nessun danno allo Stato, ha posto un freno alla sistematica depressione dei salari, per mezzo della quale il concessionario cercava di rivalersi dei ribassi consentiti all'asta pubblica. La crisi edilizia, fattasi acuta specialmente nella capitale del Regno, tolse lavoro a numerosi lavoranti accorsi dalla campagna per impiegarsi nei grandi lavori di ricostruzione e di allargamento delle città italiane; ed anche qui le cooperative di lavoro servirono efficacemente a rendere meno possibili i danni della disoccupazione, distribuendo il

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